11 Gennaio 2006

Polli, l`etichetta non piace all`Ue

Richiamo all`Italia da Bruxelles per aver introdotto l`obbligo di dichiarare l`origine del pollame.
Polli, l`etichetta non piace all`Ue

In Turchia aumenta il numero di persone colpite dall`H5N1

Mentre continuano ad arrivare dalla Turchia allarmanti notizie sui nuovi casi di contagio del virus dell`influenza aviaria (per il momento si parla di almeno 42 persone colpite) e nei diversi paesi si stanno ulteriormente rafforzando le misure sanitarie di prevenzione per evitare il diffondersi della malattia (ieri è stato il presidente della Russia, Vladimir Putin, a dichiarare lo stato di massima allerta), è venuta alla ribalta una situazione piuttosto paradossale a livello comunitario: l`Ue è intenzionata ad avanzare una richiesta di infrazione nei confronti dell`Italia perché quest`ultima ha introdotto l`etichettatura obbligatoria dell`origine del pollame e dei suoi derivati, andando contro le norme del libero mercato. è la Coldiretti a porre all`attenzione generale il casus belli. `L`Unione europea vuole eliminare l`obbligo di indicare sulle etichette l`origine dei polli e dei suoi derivati, richiesta a garanzia della rintracciabilità delle produzioni e per una maggiore efficienza dei controlli sui prodotti importati. E ha aperto un contenzioso con l`Italia`, sottolinea l`associazione degli agricoltori, `chiedendo di modificare l`ordinanza (legge 204/04) che ha permesso l`identificazione della carne di pollo italiana (con la sigla It) in etichetta, con la presenza di codici per individuare l`allevamento di provenienza e lo stabilimento di macellazione. Occorre impedire che le evidenti pressioni, determinate da interessi commerciali, prevalgano sulla necessità di tutelare la salute dei cittadini e gli allevamenti nazionali. L`Ue è incredibilmente contraria all`etichetta di provenienza perché`, precisa la Coldiretti, `la considera un ostacolo agli scambi e un aggravio dei costi per il prodotto importato. Come dimostrano i recenti arresti effettuati a fronte del sequestro di grano proveniente dal Canada e contaminato da ocratossina (vedere articolo in pagina, ndr), in un mercato globale, dove anche per lo sviluppo degli scambi commerciali le emergenze sanitarie nel settore alimentare si rincorrono, servono misure strutturali. Come appunto un sistema di etichettatura obbligatorio`, dichiara Coldiretti, `che indichi la provenienza e l`origine di tutti gli alimenti, elemento di trasparenza per produttori e consumatori`. Un percorso per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini sul quale l`Italia e l`Unione non possono tornare indietro, dopo che con la crisi mucca pazza nel 2002 è stata introdotta per la prima volta in Europa l`etichettatura di origine della carne bovina, che si è unita all`obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell`ortofrutta fresca, all`arrivo dal 1° gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova e all`obbligo di indicare in etichetta, a partire dal 1° agosto 2004, il paese di origine in cui il miele è stato raccolto.`Si tratta di una informazione apprezzata dai consumatori`, osserva Coldiretti, `come dimostra il fatto che l`entrata in vigore della nuova etichetta della carne di pollo e dei suoi derivati è stata accolta il 17 ottobre scorso con grande soddisfazione da allevatori e consumatori italiani, che per l`80% considerano necessario che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione degli alimenti, secondo l`Indagine Coldiretti-Ispo sulle abitudini alimentari degli italiani. C`è tuttavia ancora molto da fare e`, rileva la Coldiretti, `l`etichetta resta anonima per la carne di maiale, quella di coniglio, quella ovicaprina e anche per le conserve vegetali e i succhi di frutta, ma anche per l`extravergine di oliva con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato in etichetta. Una situazione alla quale occorre al più presto porre rimedio`, conclude la Coldiretti, `per non mettere a rischio la credibilità e la sicurezza alimentare dei cittadini, ma anche per non vanificare il grande lavoro di attenzione alla qualità e alla salute fatto dalle imprese del made in Italy`. Intanto c`è da registrare anche la presa di posizione delle associazioni dei consumatori che, come Carlo Rienzi, presidente del Codacons, chiedono `interventi urgenti e drastici per tutelare la salute dei cittadini. Per questo il Codacons propone di vietare i viaggi degli italiani in Turchia. è una misura rigida ma indispensabile per evitare contagi e il diffondersi dell`influenza aviaria anche in Italia`.

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