Codacons: i rapiti rimborsino
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Trentino extra
Codacons: i rapiti rimborsino
E` costata 600mila euro la loro liberazione in Yemen
Tonetto: no alla pena di morte
ROMA. I cinque italiani rapiti nello Yemen devono restituire allo Stato 600.000 euro. Lo chiede il Codacons che, in proposito, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti. “Si apprende – rileva l`associazione dei consumatori – che il rapimento dei 5 soggetti sarebbe costato allo Stato italiano complessivamente 600.000 euro. Soldi pagati dalla collettività e che devono essere restituiti allo Stato dai 5 italiani rapiti“. “Lo Yemen – ricorda il Codacons – è una delle mete sconsigliate dalla Farnesina e ad alto rischio rapimenti. Chi, nonostante le avvertenze, vi si reca è un incosciente e non un eroe“. “A quando la responsabilizzazione dei nostri `eroi` turisti per caso che tornano con le risorse della collettività?“ chiede anche il senatore della Lega Celestino Pedrazzini. Per il senatore del Carroccio, dobbiamo “fare come in Giappone, dove agli incoscenti viene mandato il conto. E questo vale anche per chi ora sta sponsorizzando in tv questi nostri `cinque eroi“`. Rifiutano di essere considerati imprudenti Enzo Bottillo e Patrizia Rossi, che ieri sono stati festeggiati, felici di vedere tanto vicini i figli dei due precedenti matrimoni, parenti e amici. “Prima di partire noi abbiamo preso tutte le informazioni necessarie – osserva Patrizia Rossi – e, considerando anche le responsabilità che abbiamo verso i nostri figli, non ci saremmo mai avventurati in posti a rischio“. “A noi è capitata una disgrazia, un incidente, che sarebbe potuto accadere ovunque – aggiunge il compagno Enzo Bottillo, 51 anni, titolare di diverse scuole guida -. Non siamo certo andati in Afghanistan sotto un bombardamento, ma in un paese come lo Yemen che è pieno di turisti, come Malindi, come Zanzibar e quindi in una situazione potenzialmente tranquilla“. Per Bottillo la disavventura non cambia comunque la sua opinione sullo Yemen “un paese meraviglioso, fatto di gente meravigliosa“. “E non si può certo condannare un intero paese per un gruppo di disgraziati che, tra l`altro, hanno dimostrato di essere degli sprovveduti ed incapaci – ha sottolineato Enzo riferendosi ai loro sequestratori -. Anni fa da noi, e penso alla Sardegna, accadevano magari le stesse cose ma questo non vuol dire che tutta l`Italia fosse un paese di sequestratori“. L`auspicio che i rapitori arrestati non siano sottoposti alla pena capitale è stato espresso, dopo la liberazione, dall`insegnante Maura Tonetto, uno dei cinque turisti, tre padovani e due milanesi, sequestrati nello Yemen. “Siamo contro la pena di morte, speriamo che i rapitori abbiano un processo giusto“, ha affermato una volta tornata a casa a Padova, dove, ha rivelato, la prima notte, “per riflesso condizionato“, è stata presa dal panico. Nei diversi rifugi in cui sono stati obbligati a nascondersi, per lei la notte era il momento peggiore: “Non passava mai“. Ma, ha sottolineato, “per i rapitori è un`attenuante il fatto che alla fine non ci abbiano fatto alcun male, che siamo tornati a casa sani e salvi“. Sui particolari del rapimento, nessuno dei tre viaggiatori padovani – oltre a Maura Tonetto, il medico Piergiorgio Gamba e l`insegnante Camilla Ramigni – ha voluto parlare, per via delle indagini in corso. Da oggi però tutti torneranno al lavoro.
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