9 Gennaio 2006

Fumo, il prossimo 10 gennaio: un anno dalla legge Sirchia



Il 10 gennaio prossimo compirà un anno la legge Sirchia. Il primo bilancio della legge sul divieto di fumo pare essere ampiamente positivo e condiviso da consumatori, esercenti e sostenitori dei diritti dei non fumatori. Solo i tabaccai sembrano non essere d`accordo e lamentano una crisi del settore: il consumo di sigarette ha infatti subito un calo da capogiro, in quattro mesi e` passato da 35 a 28 milioni di tonnellate. Un anno fa, infatti, gli italiani hanno dovuto rinunciare al rito della sigaretta davanti al caffe` all`interno dei locali italiani, mantenendo cosi` il “vizio“ del fumo solo all`aperto. E` infatti entrata in vigore la legge n.3 del 2003 che porta il nome dell`allora ministro della salute Girolamo Sirchia (oggi sostituito da Francesco Storace) che, da medico ha condotto una strenua battaglia perche` venissero approvate le nuove regole. Fumare nei locali e` diventato possibile solo in quegli esercizi che si sono nel frattempo dotati di apposito impianto di aerazione. Oltre ad interessare anche scuole, uffici e ospedali dove il divieto di fumo era gia` in vigore, il provvedimento si e` esteso ai bar, ai ristoranti, agli alberghi, alle sale d`attesa nelle stazioni, ai compartimenti ferroviari riservati ai non fumatori, ai cinema, teatri, musei e biblioteche. Ad un anno di distanza i primi ad essere soddisfatti sono gli stessi esercenti. “Il bilancio di un anno di divieto di fumo nel nostro Paese – dichiara Di Sommariva, Direttore Generale della Federzione italiana pubblici esercizi Fipe-Confcommercio – e` sicuramente positivo per l`insiemedei locali pubblici italiani che solo in alcuni specifici segmenti hanno sofferto un calo di clientela“. “Clienti ed esercenti si meritano un bel dieci in condotta -riferisce l`associazione di categoria – per come hanno saputo affrontare regole nuove che miravano a cambiare i comportamenti delle persone con l`obiettivo da noi sempre sostenuto di tutelare la salute di tutti : clienti, esercenti, lavoratori. Nulla si sa, invece, dell`impatto della legge in tutti quei luoghi sottoposti al divieto della legge ma nei quali e`difficile se non impossibile effettuare controlli (circoli privati, uffici e altri luoghi di lavoro)“. Anche il Codacons, l`Associazione per la difesa dell`ambiente e la tutela dei diritti di utenti econsumatori, si mostra soddisfatto. “Possiamo affermare – riferisce il Presidente, Carlo Rienzi – che gli italiani ormai hanno accolto il divieto di fumo nei locali e non trasgrediscono piu` la legge. Dobbiamo dire pero` che molti consumatori ci segnalano che l`usanza di fumare la sigaretta alchiuso permane in molti uffici non aperti al pubblico e addirittura negli ospedali“. Secondo le stime dell`associazione, a trasgredire la legge sono il 5% dei bar, l`8% dei ristoranti, il 15 % di discoteche e pub (soprattutto nei bagni), l`1% delle salebingo, il 3% degli ospedali, il 5% dei cinema (anche qui in bagni e corridoi), il 2% degli uffici pubblici e il 25 % di quelli privati. A quota 0% le banche egli uffici postali, i piu` rispettosi della legge.

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