E` l`aumento medio dei prezzi più basso dal 1999
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Inflazione 2005 all`1,9% ed è polemica sui dati
In realtà casa, bollette e trasporti costano molto di più. E c`è un blocco dei consumi
ROMA. Nel 2005 l`inflazione in Italia potrebbe essersi attestata all`1,9%, dato più basso dal 1999, contro il 2,2% europeo. Lo dice l`Istat presentando le anticipazioni sui dati del carovita di dicembre. Esulta il governo, contestano i dati l`opposizione, i sindacati e i consumatori. Gli economisti invitano alla prudenza perché la frenata dei prezzi potrebbe avere un risvolto tutt`altro che positivo nelle ragioni che l`hanno determinata: un blocco dei consumi, ovvero il proseguimento della crisi. “Prima di rallegrarsene – dice Sergio Capaldi, Ufficio studi di Banca Intesa – bisogna vedere cosa dicono gli indici sulla produzione industriale, sulle vendite al dettaglio e sull`occupazione nel mese di dicembre“. “Inflazione ferma uguale a blocco dei consumi. Non c`è niente di positivo nel dato odierno dell`Istat che stigmatizza la recessività della nostra economia“, nota Marigia Maulucci, Cgil. “L`inflazione inequivocabilmente scende e subito i soliti noti aggiungono i “ma“ e i “se“ – le risponde Maurizio Sacconi, sottosegretario al Welfare – la Cgil in particolare rinnova il comportamento dello schizofrenico da barzelletta per cui anche quando due più due fa quattro gli secca tanto“. I dati. A dicembre, rispetto a novembre, l`inflazione è restata stabile. Rispetto a un anno fa, invece, è cresciuta del 2%. Il dato, calcola l`Istat, significa che nel 2005 si è registrato un aumento dei prezzi dell`1,9%, ovvero lo 0,3% in meno rispetto al 2,2% del 2004. E` il miglior risultato dal 1999 quando l`inflazione si fermò all`1,7%. Occhio al dettaglio. Una cosa è l`aumento medio, altra quello settore per settore. Così l`Istat svela che in un anno l`aumento su acqua, abitazione, elettricità e combustibili è stato del 5,7% (nel 2004 era stato il 3%), quello per i trasporti del 3,2% (con i carburanti che sono cresciuti dell`8,9%), che mandare i figli a scuola è costato il 3% in più. Su base mensile, poi, dicembre ha registrato un balzo degli alimentari (+0,8%). “I maggiori capitali di spesa delle famiglie – nota Francesco Borgomeo, Udeur – hanno registrato una crescita sopra ogni aspettativa“. Consumatori: “Numeri falsi“. Intesaconsumatori contesta i dati dell`Istat. “Altro che 2% siamo sicuramente al doppio“. E spiega, cifre alla mano, quello che è accaduto: gli aumenti di luce, gas, riscaldamento, acqua, nettezza urbana, banche, rc auto, carburanti sono stati in totale 691 euro in un anno. I costi dell`energia hanno poi avuto ricadute sui generi di largo consumo che valgono 190 euro per il trasporto e 205 per i costi di produzione. In totale fa 1086 euro, che è quasi il doppio dei 560 euro che si ottengono applicando il 2% ai 28mila euro di spesa annua delle famiglie. Risultato: “L`Istat va cambiato, è giunto il momento di riorganizzare e migliorare strumenti, ruoli e funzioni“. “Contratti a rischio“. “Il meccanismo delle rilevazioni Istat – dice Raffaele Bonanni, Cisl – deve essere rivisto quanto prima perché così si rischia di compromettere il meccanismo dei rinnovi contrattuali. la politica dei redditi non esiste più, in questi anni non c`è stato nessun controllo da parte del governo“.
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