4 Gennaio 2006

La crisi del gas infiamma il petrolio

La crisi del gas infiamma il petrolio

Emergenza finita, ma il greggio supera i 63 dollari Allarme dei consumatori: stangata per le famiglie








ROMA ? La crisi nell“approvvigionamento del gas sfiorata da numerosi paesi europei a seguito del contenzioso sorto tra Russia ed Ucraina è stata solo la conseguenza di un avvertimento politico lanciato da Mosca a Kiev ed è destinata a rientrare rapidamente. Ma ha messo in evidenza la situazione di debolezza e la carenza di poteri ? anche nel settore energetico ? dell“Unione europea. Gli appelli rivolti alle istituzioni europee ad intervenire non hanno sempre tenuto conto del fatto che se Russia e Ucraina litigano sulle tariffe di una fornitura di gas l“Ue non ha alcun mezzo per intervenire.

L`emergenza Gazprom è dunque finita, ma le difficoltà dell`Italia sul fronte del gas rimangono. La riapertura dei rubinetti da parte del colosso russo ha fatto tirare un sospiro di sollievo all`Europa, ma ha anche rotto definitivamente il velo sulla grande debolezza che caratterizza il continente e in particolare il nostro Paese, dipendente dall`estero per la quasi totalità degli approvvigionamenti. Una debolezza che il Governo intende affrontare con nuove misure immediate, come l`interrompibilità dei grandi clienti, ma anche con un piano a lungo termine, per il quale chiede una sorta di patto bipartisan a tutte le forze politiche, perchè il rischio di rimanere a secco permane come una spada di Damocle sulla testa di famiglie e imprese. Uno dei primi effetti della guerra del gas ingaggiata da Russia ed Ucraina è l?impennata dei prezzi del petrolio ai massimi degli ultimi tre mesi, quotazione che punta diritto a quota 64 dollari. Le quotazioni del greggio schizzano sopra i 63 dollari al barile a New York, sul timore che la Russia possa non essere considerata un fornitore di energia affidabile dopo il taglio delle consegne deciso a causa del litigio sul prezzo con Kiev. Un`eventuale penuria di gas, secondo gli operatori, rischia di far lievitare la domanda di petrolio e questo di conseguenza mette il turbo alle quotazione del greggio da ambedue le sponde dell`Atlantico. A spingere i prezzi sono anche le temperature particolarmente rigide che si stanno registrando in Europa e che lasciano pensare ad un aumento della domanda. Già nelle contrattazioni elettroniche statunitensi, il petrolio era volato sopra i 61 dollari al barile. Il rally è poi continuato a New York per l`intera giornata, con i prezzi saliti fino a 63,45 dollari, il livello più alto dallo scorso 19 ottobre, per poi chiudere le contrattazioni statunitensi a 63,25 dollari (+3,6%). Non è andata meglio a Londra dove il Brent, il greggio di riferimento europeo, ha aumentato fino a toccare i 61,53 dollari al barile, il livello più elevato dal 5 ottobre. L`allarme, adesso, è per le bollette. A lanciarlo sono le associazioni dei consumatori, secondo cui la disputa fra Russia e Ucraina sul fronte del gas porterà inevitabili aumenti per le famiglie, già alle prese con una lunga serie di rincari per l`anno appena cominciato. A smorzare l`allarme è però l`amministratore delegato dell`Eni, Paolo Scaroni, secondo cui non ci sono fondati timori in questa direzione. La decisione, dunque, spetta all`Autorità per l`energia, e non arriverà prima della fine di marzo: fino ad allora, infatti, restano in vigore le tariffe messe a punto alla fine di dicembre. La stangata prevista dall`Intesa dei consumatori non è di poco conto. Secondo il pool di associazioni (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) il rincaro si aggira sui 10-15 euro al mese e quindi 120-180 euro annui a famiglia. I problemi, ovviamente, secondo l`Intesa toccheranno tutti i Paesi coinvolti, ma in particolare per l`Italia «si possono ipotizzare ricadute molto forti», non solo per l`aumento del gas in senso stretto, ma anche per le ricadute su tutti i prodotti energetici e sui costi di commercializzazione e produzione dei beni di largo consumo. La partita sul gas, insomma, seguirà le orme già tracciate dal petrolio, che ha fatto impennare prezzi e tariffe per tutto il 2005.


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