4 Gennaio 2006

Gas: la crisi fa volare il greggio, allarme stangata

Gas: la crisi fa volare il greggio, allarme stangata

Le associazioni dei consumatori: rincari fino a 180 euro annui a famiglia. Scaroni (Eni): già fissati i prezzi fino al 31 marzo


Roma
La guerra del gas ingaggiata da Russia ed Ucraina spinge i prezzi del petrolio ai massimi degli ultimi tre mesi e punta diritto a quota 64 dollari. Le quotazioni del greggio schizzano sopra i 63 dollari al barile a New York, sul timore che la Russia possa non essere considerata un fornitore di energia affidabile dopo il taglio delle consegne deciso a causa del litigio sul prezzo con Kiev. Un`eventuale penuria di gas, secondo gli operatori, rischia di far lievitare la domanda di petrolio e questo di conseguenza mette il turbo alle quotazione del greggio da ambedue le sponde dell`Atlantico. A spingere i prezzi sono anche le temperature particolarmente rigide che si stanno registrando in Europa e che lasciano pensare ad un aumento della domanda.Già nelle contrattazioni elettroniche statunitensi, il petrolio era volato sopra i 61 dollari al barile. Il rally è poi continuato a New York per l`intera giornata, con i prezzi saliti fino a 63,45 dollari, il livello più alto dallo scorso 19 ottobre, per poi chiudere le contrattazioni statunitensi a 63,25 dollari (+3,6\%). Non è andata meglio a Londra dove il Brent, il greggio di riferimento europeo, ha aumentato fino a toccare i 61,53 dollari al barile, il livello più elevato dal 5 ottobre.«Le quotazioni sono in rialzo a causa della tragi-comica situazione fra Russia ed Ucraina. È ovvio – spiega Bill Ò Grady, analista della A.G. Edwards & Sons – che in assenza di gas, l`unica strada percorribile è quella di bruciare più petrolio. Ma il vero problema riguarda l`affidabilità della Russia come fornitore».

L`allarme, adesso, si sposta dunque sulle bollette. Le associazioni dei consumatori sostengono che la disputa fra Russia e Ucraina sul fronte del gas porterà inevitabili aumenti per le famiglie, già alle prese con una lunga serie di rincari per l`anno appena cominciato. A smorzare l`allarme è però l`amministratore delegato dell`Eni, Paolo Scaroni, secondo cui non ci sono fondati timori in questa direzione. La decisione, dunque, spetta all`Autorità per l`energia, e non arriverà prima della fine di marzo: fino ad allora, infatti, restano in vigore le tariffe messe a punto alla fine di dicembre. La stangata prevista dall`Intesa dei consumatori non è di poco conto. Secondo il pool di associazioni (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) il rincaro si aggira sui 10-15 euro al mese e quindi 120-180 euro annui a famiglia. I problemi, ovviamente, secondo l`Intesa toccheranno tutti i Paesi coinvolti, ma in particolare per l`Italia «si possono ipotizzare ricadute molto forti», non solo per l`aumento del gas in senso stretto, ma anche per le ricadute su tutti i prodotti energetici e sui costi di commercializzazione e produzione dei beni di largo consumo. La partita sul gas, insomma, seguirà le orme già tracciate dal petrolio, che ha fatto impennare prezzi e tariffe per tutto il 2005. Senza dare cifre, anche l`Adiconsum lancia l`allerta per il trimestre che partirà a marzo, osservando che «il problema si porrà qualora la crisi russo-ucraina non dovesse avere una soluzione rapida».All`allarme prezzi, tuttavia, almeno per il momento non si allinea Scaroni: «L`Autorità – sottolinea l`ad dell`Eni – ha appena fissato i nuovi prezzi per il trimestre 1 gennaio-31 marzo, che sono prezzi sostanzialmente invariati in rapporto all`anno precedente» e poi le scorte accumulate consentono un certo grado di tranquillità per 15-20 giorni. È vero, riconosce però Scaroni, che «c`è penuria di gas nel mondo, i prezzi del petrolio rimangono alti e quindi certamente il gas rimane un bene prezioso»: un bene sul quale l`Italia conta un pò troppo, visto che l`ha scelto massicciamente sia per il riscaldamento che per la produzione di energia elettrica.

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