I consumatori: “Alle stelle i prezzi dei prodotti di lusso“
I consumatori: “Alle stelle i prezzi dei prodotti di lusso“
Da un anno all`altro
Le associazioni denunciano la crescita ingiustificata dei prezzi sia nei ristoranti che nei negozi. Per i menù di Natale e Capodanno si stima che le famiglie spendano il 3,7 per cento in più rispetto al 2004 È calata invece del 15 per cento la somma destinata ai regali   Il campanello d`allarme sull`aumento dei prezzi suona ancora più forte in questi giorni di festa. Secondo uno studio effettuato da alcune associazioni dei consumatori, molti sono i rincari ingiustificati, che si concentrano proprio sulle cibarie consumate per la maggiore durante il pranzo natalizio e il cenone di fine anno. Qualche dato? Le famiglie hanno speso in media il 3,7 per cento in più per le festività, rispetto allo scorso anno, per un totale nazionale di oltre 2,6 miliardi di euro. Il dato si riferisce solo alle spese per i generi alimentari, consumati sia in casa che al ristorante. Per quanto riguarda le spese natalizie in genere, infatti, i consumatori, dal 2004, hanno ridotto le uscite del 15 per cento, tagliando sui regali, in particolare profumi e abbigliamento, e sui viaggi. E Verona è in linea con l`andamento nazionale. “La cifra destinata ad ogni singolo regalo è di molto calata, inoltre si nota un indirizzo verso doni più utili. Le risorse sono poche e la scelta di chi compra è quella di tagliare il superfluo“, afferma Monica Multieri, presidente del Movimento consumatori. “Molto utilizzata l`idea del buono acquisto da regalare, diffusi, soprattutto i buoni di Trenitalia“. Nei locali e nei ristoranti, che per l`occasione hanno ideato menu più che abbondanti e ricercati, l`aumento sembra essere esattamente del doppio, ma si tratta di un ritornello già sentito: “Dove prima si spendevano tot lire ora si spendono esattamente tot euro, con il risultato che il costo, per le nostre tasche, è doppio“, spiega Marina Fracasso dell`Unione nazionale consumatori della sezione di Verona. “Nei supermercati, abbiamo rilevato aumenti soprattutto in quei prodotti che potremmo definire “generi di lusso“ come il pesce, le lenticchie doc e il salmone“, aggiunge. E consiglia di “stare molto attenti a ciò che si acquista“. In particolare, “è importante fare la spesa nei luoghi di consuetudine, in cui è più facile confrontare i prezzi e accorgersi di inusuali aumenti“. Un monito particolare viene dall`Aduc, associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, che mette in guardia i cittadini da “veri e propri falsi“, spacciati per prodotti doc e pagati a caro prezzo. Il caso più eclatante riguarda uno dei prodotti più amati e presenti sulle tavole dei veronesi per il cenone di fine anno: il salmone. Spesso il prelibato pesce, anziché provenire dai fiumi della Scozia, della Norvegia o dell`Irlanda, viene allevato in vasca e nutrito con farine animali. Il gusto particolare del salmone affumicato, inoltre, non deriva, in alcuni casi, dal fumo da legna, dove dovrebbe essere lasciato essiccare, ma da iniezioni, consentite dalla legge, di un aroma che gli conferisce artificialmente il sapore tipico dell`affumicato. “È fondamentale, quindi, leggere attentamente l`etichette per avere la certezza di non incappare in vere e proprie truffe“. A far aumentare drammaticamente la cifra riportata in fondo allo scontrino del supermercato, non è solo il più volte citato aumento dei prezzi ma anche l`eccessiva superficialità con cui vengono comprate sproporzionate e industriali quantità di cibo. Secondo quanto denunciato dal consiglio dell`Intesaconsumatori, un quinto degli acquisti di cibo, acquistati per il cenone di fine anno o il pranzo di Natale, finisce direttamente nella spazzatura. Gli sprechi riguardano principalmente gli avanzi lasciati nei piatti. Ma una volta finita la ricorrenza il cibo in più viene stipato nei frigoriferi per essere consumato nei giorni a venire. Dopo qualche giorno i cibi più deteriorabili, come gli affettati, le carni e le salse, cominciano già a cambiare gusto e non sono più commestibili. Il risultato è che spesso l`intenzione di evitare gli sprechi, mangiando per la settimana a venire gli avanzi, spesso viene disatteso e il cibo cestinato.
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