28 Dicembre 2005

L?Intesa: corsa inarrestabile, stangata da 1.100 euro nel 2006

L?Intesa: corsa inarrestabile, stangata da 1.100 euro nel 2006. Il ministero dell?Economia: solo colpa del petrolio





Si chiude un anno all?insegna del caro-petrolio. Se ne apre un altro che sarà dominato ancora dall?ascesa del greggio. Quindi, di prezzi e tariffe. Le previsioni dei consumatori non sono incoraggianti. Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, le quattro associazioni dell?Intesa, annunciano per l?anno prossimo una stangata di oltre 1.100 euro a famiglia. Ed è subito polemica, dopo che l?altro ieri i dati del Tesoro avevano evidenziato una crescita record del 5,1% dei prezzi liberalizzati nel 2005. Il ministero di Via Venti Settembre, accusato da opposizioni e sindacati per non essere intervenuto con una politica adeguata, ribatte che «gli andamenti delle tariffe dei settori a regime controllato sono in linea con l?evoluzione dell?indice generale dei prezzi». Mentre, per quanto riguarda i settori liberalizzati, la colpa è stata tutta della «fortissima dinamica dei prezzi del greggio». Come dire che c?era ben poco da fare per fermare una variabile indipendente come il petrolio. Eppure, anche all?interno del governo i dubbi non mancano. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, è convinto che proprio questi dati del Tesoro mettano in evidenza che «quando l?idolo delle privatizzazioni viene messo alla prova la realtà appare molto diversa dalle teorie sulla concorrenza e viene pagata dalle tasche dei cittadini». Perciò, secondo Giovanardi, l?argomento dovrà essere discusso domani al Consiglio dei ministri. Torna, quindi, al centro del dibattito il nodo delle privatizzazioni. Lo Stato italiano si trova oggi, da un lato, nella condizione di aver ceduto ai privati importanti gioielli di famiglia, perdendo così la possibilità di attingere a una riserva finanziaria in caso di necessità, dall?altro la cancellazione del monopolio pubblico non ha favorito lo sviluppo della concorrenza. E i prezzi sono cresciuti a danno dei cittadini. I consumatori e la Sinistra vanno all?attacco. L?Adiconsum parla di «finte liberalizzazioni». Mentre il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, denuncia che «gli italiani sono più poveri di cinque anni fa e giocare allo scaricabarile, come sta facendo il governo, è rischioso». Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, usa toni ancora più duri, mettendo in evidenza le «responsabilità» del governo: «È il regalo di Natale dell?esecutivo». Al di là delle polemiche, ecco le cifre. IntesaConsumatori, ipotizzando per quest?anno un costo del barile a 60 euro, stima aumenti di 38 euro per la luce e di 165 euro per il gas. Ancora, gli automobilisti dovrebbero pagare 165 euro in più per il pieno dell?auto. Questo se si fa riferimento a una famiglia media con un reddito di 28.500 euro, una casa di 90 metri quadrati, un?auto e un solo conto in banca. Le tariffe bancarie dovrebbero salire così di 42 euro e l?Rc auto di 26 euro. E per gli alimentari la spesa dovrebbe aumentare di 216 euro. Per i non alimentari si prevede invece un maggior esborso di 203 euro. Complessivamente, considerando anche le altre spese di trasporto e il riscaldamento, si dovrebbero spendere 1.110 euro in più. Secondo i difensori dei cittadini salirà di 42 euro il costo dei viaggi in treno, nonostante le assicurazioni dei vertici delle Ferrovie. «Il motivo – spiega Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori – è presto detto. Sono stati introdotti aumenti subdoli con la trasformazione di molti interregionali in Intercity e di altri Intercity in Intercity plus. In questo modo si paga di più e si danneggiano i pendolari con la soppressione di alcune fermate. E con l?effetto trascinamento i rincari peseranno sulla spesa del 2006».

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