La nuova stangata delle tariffe corrono il doppio dell`inflazione
-
fonte:
- la Repubblica
La nuova stangata delle tariffe corrono il doppio dell`inflazione
Consumatori: meno 15% per gli acquisti di Natale
ROMA – Il due è stato per tutto il 2005 un numero magico. Il prezzo del barile volava sui mercati internazionali, ma l`inflazione girava attorno a quel numero, dando l`illusione che il costo della vita in fondo non corresse più di tanto. Tranne che il costo di alcune tariffe fondamentali per vivere, luce, gas, acqua e i prezzi di alcune merci come i carburanti, avevano preso a correre. E a una velocità doppia rispetto all`inflazione. A certificare quanto i consumatori denunciano da tempo è un documento del Tesoro, che in fondo è un atto di accusa per i prezzi cosiddetti liberalizzati. Quelli che, in teoria, dovrebbero scendere grazie al gioco della concorrenza. Non è stato così. E anzi il 2005 è stato il peggiore dei ultimi cinque anni. A trainare la classifica dei rincari sono gli energetici grazie al caro-greggio (elettricità, metano e carburanti). Nei primi dieci mesi del 2005 l`incremento è stato del 14,5% con punte del 17% per il gasolio da riscaldamento. Ma anche prendere un aereo è stato un salasso: più 19,1 per cento. S`è fatto sentire anche il caro edicola, con il costo dei quotidiani, salito del 6,1%. E mandare un figlio al liceo o all`università è costato tra il 3 e il 6 per cento in più rispetto al 2004. Più vicini al tasso d`inflazione gli aumenti del latte (più 2,5%), di Rc auto e affitti (più 2,2%). Insomma nei settori liberalizzati la concorrenza c`è, ma non si vede. “Nonostante le promesse da marinaio del governo che soltanto a parole si sarebbe impegnato a combattere l`inflazione – è il commento di IntesaConsumatori – le tariffe sono aumentate, senza contare i carissimi servizi bancari al riparo della concorrenza, mentre l`Istat continua a rappresentare una realtà edulcorata lontana anni luce dalle sofferenze delle famiglie“. Che se hanno potuto risparmiare su alcune voci (medicinali, zucchero, pasta, telefonia), a Natale hanno ridotto i consumi. Non hanno rinunciato al cenone, ma hanno tagliato sui regali (profumeria e abbigliamento i più colpiti), sui viaggi, salvando solo i bambini (i giocattoli non hanno risentito del calo). Ed è stato soprattutto il Sud ad aver stretto la cinghia. “Dal ministero del Tesoro viene la più netta smentita delle chiacchiere di Berlusconi sull`economia del Paese“, taglia netto Riccardo Villari responsabile per il Mezzogiorno della Margherita. E il 2006 non promette nulla di buono. “La grande preoccupazione è rappresentata dai rincari sulle tariffe legati da un lato al caro petrolio e dall`altro ai tagli alle risorse dei comuni per i quali l`alternativa è o aumentare i prezzi o rinunciare ai servizi“, ha detto Paolo Landi, segretario generale di Adiconsum, che contesta il dato sugli affitti. Su luce e gas invece la stangata è già dietro l`angolo. Già da gennaio, secondo il Ref, Istituto di ricerche energetiche, sul costo dell`elettricità si farà sentire un aumento del 4% e del 5,5% per il gas. Più ottimista il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola che prevede un rincaro del 2%, grazie alle misure varate dal governo per frenare le tariffe.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
