Affitti agli studenti, regolare un contratto su dieci
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fonte:
- Corriere della Sera
L?inchiesta della Finanza: 15 mila questionari e verifiche porta a porta
Un appartamento di due camere e cucina al quartiere Trieste? Affittarlo a quattro studenti è un affare: 1.600 euro al mese. Al Tiburtino il padrone di casa incassa un po? meno, sui 1.200 euro al mese, ma, come il «collega» più ricco, non paga le tasse. Iniziata a ottobre 2004, l?inchiesta «Domus aurea» (un nome scelto non a caso) si è conclusa con un risultato sconcertante: il 70 per cento degli studenti fuorisede paga il canone di locazione in nero. Il comando provinciale della Guardia di finanza, diretto dal colonnello Giuseppe Zafarana, ha controllato ottomila proprietari e ha accertato, finora, 50 milioni di evasione fiscale. A questa cifra bisogna aggiungere un altro milione legato al mancato versamento dell?imposta di registro, pari al due per cento dell?imponibile dichiarato.
Accanto agli evasori totali, c?è poi un venti per cento di padroni di casa che ha registrato il contratto, ma ha omesso comunque di dichiarare il reddito incassato. Resta un misero dieci per cento di proprietari onesti, i soli in regola con il fisco.
Affittare camere a due e tre letti (più l?immancabile supplemento per l?uso della cucina) è un business soprattutto nei dintorni delle università della capitale: centinaia gli appartamenti individuati a San Lorenzo, a Portonaccio e sulla Tiburtina. Ma anche nelle zone più decentrate il mercato «tira»: quartieri come Tuscolano e Cinecittà sembrano comunque graditi agli studenti (per lo più abruzzesi, campani, pugliesi, calabresi e siciliani), probabilmente perchè serviti dal metrò.
L?indagine della Guardia di finanza è decollata anche in seguito agli esposti del Codacons e di alcuni fuorisede, stufi di pagare cifre esagerate senza alcuna garanzia. «Gli studenti – spiega il tenente colonnello Lucio Redi, comandante del 1° gruppo Roma – sono la parte debole del sistema, costretti a sottostare a condizioni contrattuali spropositate rispetto agli stessi prezzi di mercato».
Tre le fasi in cui si è articolata l`inchiesta «Domus Aurea». Nella prima è stato analizzato il mercato immobiliare: incrociando i dati dell?anagrafe tributaria e quelli del catasto, sono emersi migliaia di appartamenti in cui ai consumi di luce e gas non corrispondevano redditi da locazione. Abitazioni inutilizzate agli occhi del fisco, situate soprattutto nei quartieri limitrofi ai principali atenei, dalla Sapienza a Tor Vergata, da Roma Tre alla Luiss, dalla San Pio V alla Cattolica.
Nella seconda fase, con verifiche «porta a porta», una task force delle Fiamme gialle ha individuato, tra gli immobili sospetti, quelli affittati agli studenti, risalendo poi ai loro nomi e ai dati anagrafici. Infine, la terza fase: i fuorisede hanno ricevuto 15 mila questionari in cui hanno dovuto indicare i canoni di locazione pretesi dai proprietari. Rispondere entro 15 giorni era un obbligo, pena una multa fino a 2000 euro, ma gli studenti – ha precisato Redi – hanno collaborato di buona voglia. Anzi, sono stati pure contenti di poter denunciare il padrone di casa.
L?inchiesta è destinata a proseguire: le Fiamme gialle devono esaminare altri 13 mila questionari e poi intendono estendere le verifiche alle abitazioni affittate agli extracomunitari. Intanto un effetto deterrente c?è stato: tra dicembre 2004 e settembre 2005 le registrazioni sono aumentate del 16 per cento, con la conseguenza che quattromila contratti non sono più sconosciuti all?erario.
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