21 Dicembre 2005

Bancomat clonato, la banca paga



ROVERETO. La banca ha ceduto. E ha rimborsato con procedura d`urgenza il cliente roveretano rimasto gabbato, assieme ad altri 3800 possessori di bancomat clonati, al punto di ritrovarsi prosciugato nono solo il conto, ma persino il fido per un totale di 4000 euro. Ieri mattina l`istituto bancario (una Cassa rurale con una sede in città) ha avvisato via fax dell`avvenuto rimborso l`ufficio legale del Codacons, a cui il cliente si era rivolto dopo un estenuante tergiversare dei funzionari di banca. I quali si erano limitati a un generico “veniamoci incontro“, risposta che al cliente spennato non bastava di certo. Il bancomat era stato “copiato“ nella seconda metà di novembre durante una visita al supermercato Obi di Trento, all`oscuro dell`operazione messa in atto da un ignoto gruppo di esperti informatici (con ogni probabilità stranieri, forse rumeni) che sono riusciti per ora a farla franca. Secondo il cliente, la banca avrebbe dovuto avvisarlo in tempo, dato che diversi prelievi erano stati effettuati – dopo un acquisto all`Obi effettuato tra il 14 e il 28 di novembre – da uno sportello di Bucarest. Ad ogni buon conto, la Rurale ha pensato bene di adattarsi alla linea scelta da altri istituti creditizi, che hanno garantito (in virtù di apposite polizze risarcitorie) indennizzi al cento per cento per i clienti danneggiati. Nel frattempo, sanata la questione contabile (con il risarcimento di ogni spesa “abusiva“, il Codacons ritiene l`incidente chiuso), resta quella penale. Infatti sarà presentato a giorni un esposto del Codacons contro ignoti alla Procura roveretana, che sarà così chiamata a tentare di individuare gli autori del colpo.

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