Quello che trenitalia non dice ai passeggeri
-
fonte:
- Messaggero Veneto
Rientra tra gli obiettivi dichiarati da Trenitalia quello di migliorare l`efficienza del servizio anche attraverso una capillare attività di informazione del passeggero, che viene espressamente posto dall`azienda al centro della propria attività. Così almeno si legge nella Carta dei servizi, documento informativo di carattere generale sull`organizzazione e i servizi proposti da Trenitalia, e, allo stesso tempo, uno degli esempi più rilevanti di questo processo di avvicinamento di Trenitalia agli utenti, nel segno della fiducia e della chiarezza dei rapporti. Quindi, Carta dei servizi, ma anche potenziamento dei punti informativi, predisposizione di numerosi dépliant su argomenti specifici, avvisi vari su promozioni e modalità di acquisto dei biglietti. Ciò nonostante vi sono buone ragioni per sostenere che tale sforzo più che acquistare un valore sostanziale rimanga soprattutto confinato su un piano meramente pubblicitario o promozionale. Facciamo un esempio: molti non sanno che le Condizioni generali di contratto di Trenitalia, introdotte con una legge dello Stato nel lontano 1935, prevedono, anche come retaggio della originaria gestione pubblica di tale servizio, diverse limitazioni di responsabilità a favore del vettore e a discapito del passeggero. Tra queste si può citare, data anche l`incidenza nella prassi, la posizione di Trenitalia nel caso di emissione di biglietti che riportino dati non corretti, e quindi diversi da quelli richiesti dal passeggero, la quale declina ogni responsabilità in caso di errore dell`operatore della biglietteria, ponendo un obbligo esclusivo di controllo a carico del passeggero. Capita così che l`utente sia costretto ad addossarsi tutte le conseguenze negative conseguenti all`errore nell`emissione del biglietto, e soprattutto l`impossibilità di effettuare il viaggio, nel caso di biglietti cosiddetti “`non rimborsabili“` magari anche molto costoso. Ora, tali circostanze non sembrano solo contrastare con gli obiettivi fissati da Trenitalia e più sopra ricordati, palesando un doppio livello informativo, che sembra, in un contesto promozionale volto a illustrare vantaggi e pregi del servizio, trascurare gli inevitabili aspetti sfavorevoli al passeggero che potrebbero facilmente “`incrinare“` quell`immagine di disponibilità e chiarezza promossa dall`azienda, ma possono essere censurate anche sotto un profilo più propriamente giuridico. È sempre più radicata, infatti, la concezione che, in seguito alla privatizzazione del servizio ferroviario, impone una lettura del relativo rapporto contrattuale, in termini privatistici, sottraendolo dalla sua collocazione originaria (pubblicistica), disciplinato da norme autoritative e unilaterali. E interpretazione privatistica significa soprattutto parità fra le diverse parti del rapporto. Dunque, in un ambito (quello dei rapporti fra privati) dove le norme limitative della responsabilità sono reputate di norma vessatorie e quindi inefficaci, se non approvate per iscritto, sembrerebbe il minimo richiedere che tali aspetti regolamentari per poterli opporre agli utenti in caso di controversie, oltre e prima ancora per evitare disguidi, vengano adeguatamente pubblicizzati, in modo che tutti possano conoscerli prima di acquistare il biglietto e potersi comportare di conseguenza. Nulla di tutto ciò, tuttavia, rientra nell`opera di informazione attuata da Trenitalia, costringendo così il passeggero che volesse saperne di più sui propri diritti al fai da te, attraverso l`ausilio di Internet e possibilmente di una persona esperta di commi e articoli, con buona pace del diritto all`informazione. Quindi, in attesa di una risposta da parte del servizio ferroviario nazionale,ricordatevi di tale onere, ossia di controllare sempre i vostri biglietti dopo averli acquistati. Vitto Claut presidente regionale Codacons.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VIAGGI & TURISMO
