Un piatto pieno di vermi
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fonte:
- Il Tempo
VERMI, larve, sostanze cancerogene, pesce avariato, dolci prodotti con uova scadute, bacarozzi. Mangiare in Italia i prodotti alla base di tutti gli alimenti sembra essere diventato decisamente pericoloso. L`allarme è scoppiato, il terrore di mettersi in bocca un uovo con i vermi è dilagato in molte regioni del Belpaese. Si è di fronte dunque a un vero e proprio allarme sanitario. Tanto che Francesco Tanasi, il leader nazionale dei consumatori, si è rivolto direttamente al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: «Ormai non c`è più dubbio: è allarme in Italia. Dopo l`emergenza aviaria, lo scandalo dell`Itx nel latte e quello delle uova con i vermi, si scopre che nemmeno la salsa di pomodoro, la pasta e il pane sarebbero immuni da rischi per la salute», ha scritto in una lettera al premier. E ancora: «I cittadini – ha detto Tanasi – non sono tutelati, subito istituire in Italia un`agenzia per la sicurezza alimentare, in grado di garantire i consumatori e operare per la tutela della salute dei cittadini». Fino ad alcuni mesi fa infatti si pensava che gli alimenti da evitare erano quelli di provenienza cinese. Cibo che viene sequestrato con scadenza quasi mensile perchè trovato in pessime condizioni igieniche sanitarie: conservato in mezzo ai topi, scaduto o deteriorato. Adesso invece non ci si può fidare quasi di nessun alimento che si trova in commercio: latte, grano, pomodoro, succhi di frutta, pesce scaduto da anni, pasta, dolci, uova, funghi, vino e peperoncino. Qualsiasi alimento è dunque a rischio, mangiare uno di questi prodotti equivale a mettere in pericolo la propria salute. Le ultime operazioni compiute dai carabinieri del Nas, dalla Guardia di Finanza e dal Corpo forestale sono l`autentica dimostrazione del pericolo che si corre nel mangiare. Un pericolo che con l`arrivo delle feste di Natale allarma sempre più gli italiani. Le sostanze cancerogene si possono trovare all`interno di moltissimi alimenti, dove in alcuni casi viene inserito anche il cosidetto colorante rosso Sudan, che viene comunemente usato per tingere oli minerali, cere o lucidi da scarpe. Ma proprio questo prodotto sintetico rosso si presta benissimo anche per conferire colorazione a curry, sughi aromatici e miscele di spezie per manicaretti a base di carne, pasta e patate, e anche per polvere di paprica, paste alimentari, olio di palma, chili e derivati. Questo perchè conveniente e quindi largamente impiegato nonostante il divieto di suo utilizzo in ambito alimentare: solo lo scorso hanno a livello europeo sono stati riscontrate 125 infrazioni. A differenza del peperoncino nostrano, che raccolto una volta rosso e che mantiene il suo colore anche successivamente all`essiccamento, i peperoncini importati sono raccolti ancora verdi e quindi ritinti con rosso Sudan: la merce importata costa circa un quinto di quella nostrana, quindi la tentazione a ricorrere alla variante a basso prezzo è molto alta. E anche gli imballaggi alimentari sono nel mirino delle forze dell`ordine, tanto che anche il Wwf ha inserito tra le sostenza incriminate anche un tipo di plastica, il Pvc, usato per «impacchettare» il cibo che si trovano sulle tavole degli italiani. E proprio nei piatti arrivano anche i controlli dei carabinieri. Ogni anno vengono messe in atto 60mila ispezioni, la maggior parte a titolo preventivo. «Non c`è nessun allarme – sottolineano i Nas – il livello di guardia è sicuramente molto alto, ma non siamo in una situzione di crisi. Non sono più capitati casi come quelli del metanolo dell`86». Il 7 novembre scorso ad esempio a Brescia i carabinieri del Nas di Brescia hanno deferito il legale rappresentante e l`amministratore unico di un`impresa alimentare, produttrice di funghi porcini, responsabili di aver confezionato e distribuito alimenti invasi da parassiti. Nella circostanza, sono stati sequestrati 4.100 chili di funghi porcini, per un valore di circa 41.000 euro.
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