La Leonessa dodicesima fra le ricche
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fonte:
- Giornale di Brescia
La Leonessa dodicesima fra le ricche
Il nostro capoluogo continua a mantenere un indice medio di benessere superiore al nazionale
Milano sempre la più ricca, Crotone ancora una volta la più povera. E Brescia sale in classifica dal 14° al 12° posto, mantenendo un indice di benessere superiore alla media nazionale (fatto 100, il nostro capoluogo è 118). La classifica di Unioncamere-Istituto Tagliacarne stilata sulla base del valore aggiunto per abitante nelle province, anche per il 2004 non riserva sorprese e conferma al primo e all?ultimo posto la capitale economica d?Italia e la provincia calabrese. Ancora una volta, poi, tra le dieci più sviluppate figurano solo città del Centro-Nord, mentre le dieci più in difficoltà sono a totale appannaggio del Mezzogiorno. Con 30.629 euro di valore aggiunto per abitante, dunque, Milano si conferma per il nono anno al vertice della graduatoria. Damigelle d?onore, come l?anno precedente, sono Bolzano, con 29.053 euro e Bologna con 28.332. Fra le top ten si trovano poi altre cinque province del Nord (Modena, Mantova, Parma, Aosta e Bergamo) e due del Centro (Firenze e Roma). Per trovare la prima città del Sud è necessario scorrere la classifica fino al 64° posto, dove figura Isernia, con 18.670 euro. Da lì in poi è quasi tutto Mezzogiorno, che occupa in pianta stabile le ultime dieci posizioni: Crotone (già ultima nel 1995) continua a mantenere il primato negativo con 12.288 euro), preceduta da Enna, Agrigento, Lecce, Foggia, Cosenza, Vibo Valentia, Napoli, Palermo e Trapani. L?indagine rivela insomma come il Sud continui a essere distante dal resto della Penisola, anche se il forte gap tra Milano e Crotone si è ridotto tra 1995 e 2004, passando da 3,2 punti percentuali a 2,49. In questo scenario di forte sperequazione, tuttavia, emergono anche altri elementi. Le piccole Isernia, Benevento e Ragusa, per esempio, marciano a passo più spedito rispetto alle altre compagne d?area. Sul versante opposto, si registra l?impoverimento relativo di alcune realtà territoriali sede di distretti industriali di alto valore come Pordenone, Prato, Como, Lecco, Vicenza e Torino. Tra il 2003 e il 2004, poi, le province che hanno migliorato la propria posizione sono state nove, tante quante quelle che l?hanno vista peggiorare. Un?analisi più a lungo termine, effettuata mettendo a confronto il 1995 e il 2004, evidenzia infine alcune retrocessioni e progressioni di un certo spessore: Alessandria continua a confermarsi lepre della rincorsa alle province più ricche, avendo guadagnato 25 posizioni (dalla 41ª alla 19ª). Tra le città più grandi spiccano i progressi fatti da Roma (+14 posti) e Genova (+16 posti). In senso opposto sono andate città come Pordenone (-26 posizioni) e Prato (-24). «L?Italia – commenta il presidente di Unioncamere Carlo Sangalli – resta un Paese in cui la ricchezza dei territori viaggia su binari ancora troppo lontani tra loro e in cui il Mezzogiorno rimane un?emergenza economica e sociale. Ma il dato principale di quest?anno è che l?Italia dei distretti perde posizioni lasciando intravedere una nuova geografia dello sviluppo». A mettere i puntini sulle «i» di questa particolare classifica ci pensano i consumatori del Codacons. «Milano – dicono – dovrebbe anche essere ricordata non solo come la più ricca, ma anche come la più cara». Il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli, aggiunge: «Non contestiamo l?attendibilità dell?inchiesta. Il punto è che l?inchiesta non è completa: il dato che manca, infatti, è che è anche la città più cara d?Italia come dimostrano tutte le statistiche degli ultimi tre anni. Milano oramai non è una città di ricchi, ma per ricchi».
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