Giù le mani da cenone e pranzo di Natale
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fonte:
- Il Messaggero
Con la tredicesima già spesa, Consumatori ?in trincea? contro il caro vita
Passi la tredicesima ?defraudata? da tasse, rate e bollette, ma che almeno i cenoni di Natale e San Silvestro siano a portata di portafoglio. È il monito delle associazioni dei consumatori che alla vigilia delle feste stilano un primo bilancio della spesa di fine anno. A stressare i bilanci domestici ci pensano le spese obbligate e, a parte i debiti, sono Ici, Tarsu e, in generale i costi per l?abitazione a preoccupare. «Stipendi e tredicesime sono fermi ma spese per la casa e trasporti in un anno sono cresciuti al ritmo del 6,9 e del 5,1%», rileva Carla Falcinelli, presidente regionale del Codacons. «La Tarsu, invece in Umbria è cresciuta dal 5 al 20% con un aggravio di spesa che oscilla da 20 a 40 euro a famiglia».
Con una serie di voci di spesa in crescita, preoccupa la situazione in cui versano pensionati e famiglie monoreddito con circa 70 mila umbri che, stando ai dati sulla povertà, vivrebbero al limite. Un elemento che stride con la ridondanza dei dati sui ricchi in Umbria divulgati dall?Istat ma confermato da diverse situazioni. «Le bollette sono più salate – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente regionale di Federconsumatori – il gas ed il combustibile per riscaldamento sono aumentati. Non stupisce quindi che sempre più persone per mangiare, si rivolgano alla Caritas che è stata costretta a varare il doppio cartellino, ?giallo? per le situazioni critiche accertate, ?rosso?, per i saltuari. Per quanto fa in Umbria, come in Italia, bisognerebbe inventare una Telethon a sostegno della Caritas».
«Il problema è che si guadagna poco – aggiunge la Falcinelli – e spesso si ha paura a confessarlo. In Italia ci sono circa 5 milioni di persone che devono andare avanti con mille euro». Note positive per i bilanci domestici arrivano dalle spese telefoniche, la cui riduzione si accompagna ad un netto calo dell?uso del fisso. «Per i cellulari ci sono molte tariffe ed in alcuni casi si riesce anche a risparmiare. Ma questo non ci porta lontano. La nostra impressione è che ci sia poco spazio per la spesa dei regali e per acquistare il superfluo; anche per l?abbigliamento crediamo che in tanti aspetteranno i saldi di gennaio per comprare. Su una cosa però vogliamo essere chiari: ci aspettiamo che almeno il cenone ed il pranzo di Natale siano salvi e che almeno questi prezzi restino fermi». Non si è fatta attendere la risposta dei commercianti, in particolare di Confcommercio, la cui partecipazione, ieri, alla conferenza stampa di Federconsumatori e Codacons, segna un importante riavvicinamento tra l?organizzazione e le due associazioni. «Costruiamo qualcosa insieme» – propone Francesco Copertoni di Confcommercio Perugia. «Le pecore nere esistono ma in genere sui prezzi i commercianti fanno il loro dovere. Anzi, stiamo constatando da vicino che la ?battaglia? esiste ad ogni livello ed anche il piccolo commerciante pur di conservare o guadagnare un cliente in più fa di tutto per non praticare aumenti. Un esempio: il parmigiano costa 8 euro il chilogrammo ed è dal 1988 che non costa così . Se alcuni prodotti sono cresciuti è a causa di fattori stagionali. Il problema vero sono i costi di servizi e tariffe che causeranno aumenti dei prezzi. Cifre sulle quali non si può negoziare: né il commerciante, né il cittadino. Cosa possiamo dire agli enti per contenere luce, gas e tributi locali?» Secondo un?indagine dell?organizzazione, il caro-benzina un effetto l?ha prodotto. «Nelle settimane scorse – rivela Copertoni – è stato segnalato un netto calo di vendite di carburanti presso le stazioni di servizio».
Sugli affari di fine anno, i comemrcianti si augurano un Natale almeno uguale al 2004 («Ne saremmo contenti»), anche se in alcune zone della regione le cose vanno già meglio di un anno fa. «Sentendo oltre 200 persone – spiega Lombardi – abbiamo appurato che i consumi degli umbri sono ormai in linea con quelli nazionali. Si spenderà più per gli alimentari, meno per il telefonino con i televisori al plasma che domineranno la scena degli elettronici. Registriamo anche una piccola ripresa di abbigliamento e calzature». «Ma sui prodotti tipici, dal tartufo alle lenticchie – conclude la Falcinelli – se i prezzi sono troppo alti, più di una famiglia si è detta pronta a cambiare il menu di Natale».
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