Maxitruffa sull`acquisto di pc via internet
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fonte:
- Messaggero Veneto
Maxitruffa sull`acquisto di pc via internet
La merce sarebbe dovuta arrivare in 10 giorni, ma non è mai giunta ai destinatari. Hanno comprato computer portatili e materiale informatico a prezzo molto conveniente, ma la merce acquistata non è mai arrivata. La ditta ha chiuso i battenti all`insaputa degli ignari acquirenti e l`unica comunicazione data ai malcapitati è avvenuta tramite la scritta “il servizio è stato sospeso“, apparsa qualche settimana dopo l`ordine sul sito dell`azienda. A raccontare la storia di migliaia di persone, molte anche della provincia di Pordenone, è il presidente del comitato che da ieri è attivo per cercare di recuperare quanto meno il denaro perso. “I primi di ottobre – racconta Marco Crisafulli, 23 anni di Pordenone – ho fatto una ricerca su internet perché cercavo un computer portatile a buon prezzo. La ricerca, fatta in ordine di prezzo (tramite il motore kellkoo), mi ha portato al sito www.adbcenterworks.it che metteva in vendita quello che cercavo a 580 euro. Ho pagato tramite bonifico anticipato e ho aspettato. Secondo l`azienda, che inizialmente rispondeva velocemente alle e-mail, nel giro di una settimana dieci giorni la merce doveva arrivare“. Passano due settimane e Marco non riceve nulla. Il sospetto diventa amara certezza. “Ho contattato la camera di commercio e ho scoperto che l`azienda, intestata a tale Antonio Di Brigida, aveva chiuso i battenti il 3 ottobre mentre sul sito della adb compariva la scritta “il servizio è stato sospeso“. L`azienda aveva chiuso l`attività ma non certo i conti corrente che hanno continuato ad essere rimpinguati dagli acquirenti. Girovagando in rete Crisafulli ha trovato molte persone nella sua situazione, tutti acquirenti che avevano comprato merce tra la fine di settembre e i primi di ottobre. “Quanti hanno comprato ad agosto e settembre hanno ricevuto i prodotti senza difficoltà per cui evidentemente l`azienda ha avuto i problemi in un secondo momento“ spiega Crisafulli. “Altra cosa da segnalare è che inizialmente era accettato il pagamento con carta di credito e carta postale prepagata, che per lo meno consentono di avere un rimborso in caso di mancata riscossione. Con il bonifico non è così. Quello che siamo riusciti a sapere è che il titolare, Di Brigida, ora è in Polonia“. I truffati, che con il tempo sono lievitati, hanno formato un comitato che al momento conta 80 persone. “Si tratta di persone che complessivamente hanno perso 60 mila euro – prosegue il presidente del comitato “no adb“. Abbiamo aperto un sito internet e un conto per raccogliere una quota di iscrizione, che va dai 10 ai 30 euro, che ci servirà a pagare le spese legali“. Il comitato si è infatti affidato all`assistenza legale di Vitto Claut, presidente regionale del Codacons. “Quello che ci interessa in questa fase – spiega Marco Crisafulli – è cercare di mettere insieme più persone possibile perché facendo crescere il comitato possiamo avere la speranza di far valere i nostri interessi“. Il comitato, che è ufficialmente operativo da ieri, può essere contattato al sito internet www.on.to/adbcenterworks.it. Per avere informazioni dirette è invece possibile scrivere una e-mail all`indirizzo [email protected]
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