Sportello Vesta con un esponente dei consumatori
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fonte:
- Il Gazzettino
Cittadini-utenti e non terminali passivi delle bollette. Sino a quando non saranno definiti i sopralluoghi della Vesta, ed individuate esattamente le diverse casistiche, pare assolutamente opportuno sospendere la decorrenza delle bollette. Le associazioni dei consumatori contestano innanzitutto l`atteggiamento ambiguo di chi a Roma promuove una legislazione punitiva dei cittadini che vengono costretti a sostenere l`onere di un servizio che non utilizzano e che addirittura non è previsto potranno utilizzare. Gli stessi rappresentanti di quelle forze fanno proclami e si stracciano le vesti sul territorio contro un “tributo illegittimo ed ingiusto“. Non c`è una verità a Roma ed una a Venezia: il diritto del cittadino a pagare un contributo solo a fronte di un servizio va difeso a Venezia come in Parlamento. Vesta rimane un`azienda controllata al 100\% dal Comune e quindi dal sindaco ai Consiglieri non possono dare risposte formali: “…abbiamo le mani legate…non possiamo violare la legge“. Proprio nel contesto di norme punitive del cittadino si pone maggiormente l`onere di cercare soluzioni che contemperino differenti interessi.
Le linee di una possibile intesa che sono state anticipate a Andrea Razzini, direttore generale di Vesta s.p.a. e verranno portate all`attenzione della Commissione consiliare perché possa tradurle in linee vincolanti a tutela dei cittadini, che non abitano in centro ma proprio quelle zone periferiche particolarmente carenti di attenzioni. Abbiamo denunciato una insufficiente capacità di fornire adeguati chiarimenti. Abbiamo rilevato infatti il rischio che la risposta sia, inevitabilmente, orientata a giustificare l`Azienda anziché a capire la specifica situazione. Per assicurare quindi un approfondimento capace di ricreare fiducia e di ricercare soluzioni rispettose dell`articolata casistica abbiamo proposto:
– la presenza allo sportello Vesta di uno o più rappresentanti delle associazione consumieristica. Ciò assicurerà una visuale obiettiva dei casi utile anche a meglio qualificare le decisioni aziendali;
– sia il cittadino a dichiarare di essere nelle condizioni di esonero in quanto ha provveduto ad una specifica struttura di depurazione. Non si capisce perché la difficoltà di rintracciare vecchi documenti debba ricadere sul cittadino. Spesso infatti l`autorizzazione non è più rintracciabile o non è stata richiesta o rilasciata nonostante ci siano i requisiti.
– Chi provvede con spurgo periodico dei pozzi dovrà comunque pagare il contributo, ma potrà richiedere il rimborso dei costi sostenuti a Vesta o addirittura delegare all`Azienda stessa all`espurgo.
Qualora la struttura di perorazione predisposta dal privato non sia ritenuta idonea, previa valutazione accertata anche con la presenza dell`associazione dei consumatori di fiducia, Vesta procederà ad addebitare il contributo.
Il principio di fondo che anima l`intervento delle associazioni dei consumatori è che nessuno debba essere chiamato a pagare per un servizio che non gli è neppure possibile utilizzare. Ma nello stesso tempo l`esigenza di tutela dell`ambiente e delle acque deve poter contare su una responsabilità collettiva della comunità. In questa faticosa ricerca di un punto di equilibrio contiamo che il Sindaco ed il Consiglio Comunale sapranno raccogliere le istanze dei cittadini. È lunga la strada per un cittadino-utente, non un terminale passivo di una bolletta, ma persona, in anima e corpo, che ogni giorno deve fare conti con un potere d`acquisto in calo e con pretese crescenti di chi ha il coltello dalla parte del manico: dall`energia elettrica, al metano, agli scatti telefoni alla acqua ed alla sua depurazione.
Franco Conte
Codacons
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