6 Dicembre 2005

Automobilisti in rivolta in vista querele e denunce

Automobilisti in rivolta in vista querele e denunce

Chi è rimasto intrappolato per ore in autostrada si è rivolto alle associazioni dei consumatori per ottenere scuse e risarcimenti



Migliaia di richieste di risarcimento danni. Migliaia di automobilisti e camionisti che hanno già chiesto a legali e associazioni dei consumatori l`assistenza per istruire le pratiche e fare causa ad Autostrade, Anas, Provincia. A Savona e Genova la rabbia per l`inferno di neve che ha paralizzato l`A6, l`A26 e numerose arterie provinciali e statali è così alta che per stamane in Camera di Commercio a Savona due associazioni per la difesa consumatori (Assoutenti e Codacons) avevano programmato un incontro “chiarificatore“ con i vertici liguri di Anas e Autostrade. L`incontro era fissato per le 11,30 ma in extremis è stato rinviato. “Lo faremo al più presto – assicura Gianluigi Taboga, savonese e vicepresidente nazionale di Assoutenti – Vogliamo cercare una conciliazione per capire cosa non ha funzionato. Le azioni legali delle vittime marceranno a prescindere“. Vittime che annunciano battaglia. “Sono stato nell`inferno della A6 dalle 20,07 di venerdì alle 11,30 di sabato – racconta Antonio Petrosino, valbormidese, entrato nell`A6 ad Altare per soccorrere il fratello intrappolato col camion in direzione Millesimo – Sono rimasto a mia volta fermo e ho dovuto pagare il pedaggio, oltre ad aver visto coi miei occhi il manovratore d`uno spazzaneve che dormiva sotto un cavalcavia durante il caos. Chiederemo i danni, abbiamo i biglietti e mille testimoni“. “A noi l`intervento dello spazzaneve ha provocato disagi enormi – aggiunge Maria Teresa Barile, operatrice del 118 savonese – Per pulire la carreggiata vicino a casa ha infatti creato un autentico muro di neve davanti alla strada che porta alla nostra cascina in località Montefreddo. Non siamo riusciti a superarla, con mio marito e mio figlio abbiamo vagato nel bosco per ore. E il giorno dopo ero di turno in ospedale. Ci devono pagare“. “Io non ho potuto neppure scaldarmi nell`abitacolo del camion – dice Gianni Postumo, savonese – mi è finito il gasolio, sono rimasto al freddo e di coperte ne ho viste solo a casa il giorno dopo. Ho fatto le foto e già telefonato all`avvocato“. La ribellione prende corpo anche a Genova, dove poco meno d`un centinaio sono i “reduci“ che hanno chiesto aiuto a Codacons e Assoutenti, arricchendo il corposo dossier con cui è stato richiesto un compenso per le molteplici ripercussioni su tanti turni di lavoro. “È chiaro – ribadiscono dalla sede genovese di Assoutenti – che la paralisi per molti ha rappresentato un aggravio economico superiore alla semplice, ancorché insopportabile e pericolosa, attesa in macchina“. Senza dimenticare che nelle ultime ore, proprio attraverso il Secolo XIX, è emersa la rabbia di chi si è trovato prigioniero nel tratto piemontese dell`A7: “Di queste persone – ricorda il genovese Alvaro Valentini – non si è curato quasi nessuno, essendo tutte le attenzioni catalizzate dal disastro di A6 e A26. Ma c`è chi ha dovuto pagare il pedaggio per un viaggio dal Basso Piemonte al capoluogo ligure durato quasi dodici ore“. Non solo. Le notizie delle iniziative che rimbalzano da una parte all`altra della regione spingono gli automobilisti ad esporsi, a fare (virtualmente) gruppo usando i mezzi di comunicazione come ideale collante. Dice Gianluca Ottonello, uno di quelli che detengono probabilmente il record di permanenza sull`A26 essendo rimasto immobile dodici ore fra Ovada e Masone. “Sono a completa disposizione, con dati anagrafici e altri riscontri. Anche perché il risarcimento dovrebbe essere esteso pure ai proprietari di Telepass. Temo tuttavia che la ricerca informatica degli orari d`entrata e uscita finirà per rappresentare un muro insormontabile“. Nicola Grotta, operaio di Bolzaneto che ha visto un cavo Enel in cortocircuito penzolante sul tetto della vettura per ore, e pure lui bloccato in Vallestura, il tagliando maledetto lo conserverà a lungo: “Ci devono soldi e scuse. Speriamo solo che migliaia di segnalazioni cancellino l`indifferenza“.

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