Apes è un`azienda diversa dall`ater
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fonte:
- il Tirreno
La nuova società precisa la sua posizione sullo scandalo delle villette d`oro che ha portato in carcere 4 persone “Apes è un`azienda diversa dall`Ater“ Sono state fatte verifiche strutturali sugli immobili oggetto d`inchiesta PISA. Apes, azienda pisana edilizia sociale, prende le distanze dalla scandalo dell`ex Ater, che ha riguardato la costruzione di un palazzo popolare e di alcune villette per i dipendenti dell`azienda a Mezzana, in via delle Genziane. Il caso, si ricorderà, portò all`arresto di 4 persone, 2 costruttori e 2 funzionari dell`Ater. Apes prende le distanze dalla vicenda, successa prima della sua costitituzione. E precisa in sintesi alcuni particolari riguardo alle affermazioni fatte dal Codacons: l`azienda è nata dopo lo scioglimento di Ater, non ha patrimoni ma gestisce proprietà passate ai 39 Comuni della provincia, lo stabile in questione era stato regolarmente collaudato nel marzo del 2002 e non aveva problemi strutturali. A parlare il presidente di Apes, Giovanni Ferrari, il responsabile del servizio tecnico, l`ing. Feanco Mocini, e il consigliere Maurizio Castellani. Osserva Ferrari: “Sulla stampa si è creato un collegamento tra le costruzioni d`edilizia convenzionata e uno dei due immobili d`edilizia sovvenzionata (cioè costruita con risorse pubbliche e destinata in affitto agli assegnatari in possesso dei requisiti). Questo collegamento si basa sul fatto che l`immobile d`edilizia popolare è stato costruito dalla Sirio, che poi costruirà le cosiddette villette, sulla stessa area ceduta dal Comune di S. Giuliano. Inoltre, era formulata l`ipotesi di aver risparmiato nella costruzione dell`immobile d`edilizia popolare, in modo da favorire le abitazioni dei due arrestati, perciò l`indagine attuale della magistratura sarebbe partita dalle denunce fatte allora dal Codacons per la costruzione d`edilizia popolare. Non commentiamo questi fatti, ma respingiamo il coinvolgimento di Apes nella vicenda e nei difetti, che pure ci sono, dell`immobile d`edilizia sovvenzionata“. “Apes – ha aggiunto Castellani – è una nuova azienda con una nuova denominazione sociale e un nuovo statuto, non è più una amministrazione pubblica, ma una società consortile per azioni, con un consiglio di amministrazione nominato a metà febbraio di quest`anno dai nuovi soci proprietari (i 39 sindaci della Provincia) e con una missione più ampia di quella di Ater. Ater è cessata dal 31 dicembre 2004, il suo patrimonio immobiliare è passato, ai sensi della legge regionale 77/98, ai Comuni ove si trovano gli immobili, mentre il suo ramo di attività e il personale sono passati ad Apes. Apes, tra le altre cose, gestisce il patrimonio dei Comuni e ne cura la manutenzione, come sta facendo anche nell`immobile di edilizia sovvenzionata, a suo tempo oggetto delle critiche del Codacons, risolvendo quei difetti obiettivi, quali la risalente umidità o le fessurazioni, per i quali, tra l`altro, non è possibile neppure una piena rivalsa sulla ditta Sirio, fallita“. “Vorremmo infine replicare – ha detto Mocini – alle segnalazioni del Codacons di presunte “carenze strutturali“, ai dubbi formulati sulla “sicurezza statica della costruzione“, alla definizione di “palazzo in rovina“ e alla presunta necessità di “evacuazione dei circa 50 inquilini“, riferite al palazzo di edilizia popolare. Apes avrebbe responsabilità se fosse rimasta inerte di fronte a reali pericoli strutturali dell`immobile. Abbiamo verificato che tali segnalazioni non si ritrovano nella corrispondenza intervenuta tra Ater e il Comune di San Giuliano, i vigili del fuoco, la Usl, l`Ages e il Codacons stesso, dove si parla di una serie di altri difetti, anche seri, che provediamo a sanare per quanto sono riconosciuti obiettivi. Ovviamente, gli immobili in questione hanno subito un regolare collaudo statico. Ciò nonostante, abbiamo svolto nuovi rilievi del servizio tecnico e, successivamente, abbiamo incaricato uno studio tecnico esterno di fare ulteriori rilievi sulla stabilità. Le relazioni finali parlano di fessurazioni che non riguardano le strutture portanti, dovute ad assestamenti delle travi, escludono cedimenti delle fondazioni, pericoli di crollo, parlano di una struttura regolarmente collaudata, costruita in conformità a leggi e regolamenti vigenti, e anzi, di un fabbricato verificato per zona sismica di terza categoria, mentre il Comune di S. Giuliano non era all`epoca classificato sismico“.
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