1 Dicembre 2005

L`inflazione torna a scendere



L`inflazione torna a scendere. Il carovita sembra allentare la “morsa“ sui portafogli dei consumatori. Secondo i primi dati elaborati dall`ufficio statistica del Comune il tasso tendenziale annuo scende al 2,3% rispetto al 2,5% registrato nel mese di ottobre. Per quanto riguarda poi l`andamento dei prezzi, negli ultimi trenta giorni, si è registrato un aumento dello 0,1%. All`ombra della Torre l`inflazione scende mentre, a livello nazionale, resta stabile.Comunque sia l`andamento dell`inflazione pisana rimane sempre leggermente superiore a quello nazionale. Infatti, secondo i dati preliminari diffusi dall`Istat, il tasso dei prezzi al consumo su base annua è rimasto fermo allo 2,2%. Inoltre, negli ultimi trenta giorni l`indice non ha registrato nessuna variazione. A livello nazionale, questa battutta di arresto è dovuta anche al raffreddamento dei prezzi del carburante,nel mese di novembre. La benzina, secondo i dati Istat, è diminuita del 5,4% rispetto al mese precedente, mentre l`incremento su base annua è dell`8%. In diminuzione il gasolio, che scende al 4,3% rispetto a ottobre mentre cresce ancora del 15,8% su base annua. In accellerazione invece i prezzi del settore alimentare (+0,1% congiunturale, +0,60% tendenziale) e quelli del comparto “servizi sanitari e spese per la salute“ (+1,3% congiunturale, +1,2% tendenziale) a causa della scadenza, dal primo novembre, del decreto sullo sconto dei medicinali di fascia A. Ma vediamo qual è la situazione nella nostra città. A Pisa i maggiori rincari si collocano nel settore “abitazione, acqua, energia e combustibili“ (+6,3% in un anno), in quello delle “bevande alcoliche e tabacchi“ (+6,6% rispetto all`anno scorso e +0,1% nell`ultimo mese). Stessa musica per il comparto “abbigliamento e calzature“ (+3,0% in un anno e +0,5% in trenta giorni) e per “servizi ricettivi e di ristorazione“ (+2,7% rispetto al 2004 e +0,2% negli ultimi trenta giorni). Molto più contenuti, per fortuna, gli aumenti nel settore “prodotti alimentari e bevande analcoliche“. Infatti, rispetto al mese scorso, i prezzi sono rimasti stabili e hanno registrato un aumento dello 0,2% rispetto all`anno scorso. Ma, puntualmente si infiamma la polemica sull`interpretazione dei dati. Per l`Intesaconsumatori “l`Istat dimentica una virgola; per le categorie a basso redditto l`inflazione reale pesa per il 22%. Il dato emerso è positivo, ma si scontra con il pesante aumento speculativo dell`ortofrutta registrato questo mese“. Proprio per questo motivo, Coldiretti chiede “controlli sulla trasparenza dei cartellini contro le speculazioni che, complici il Natale e la scusa del maltempo, rischiano di aggravare ingiustamente la spesa dei cittadini. Vorremmo sottolineare che in campagna i prezzi pagati agli agricoltori sono diminuiti del 5,8%, pur in presenza di un aumento del carburante agricolo del 13%“.

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