Istat: novembre al 2,2%, Eurostat: 2,4% nell`Eurozona
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fonte:
- Il Campanile
Inflazione ferma al 2,2 per cento a novembre.
Secondo le stime preliminari dell`Istat, infatti, il carovita è rimasto sullo stesso livello di ottobre. Più alto, secondo i dati Eurostat, il dato relativo all`Eurozona, dove il costo della vita si attesta al 2,4 per cento. Secondo le rilevazioni dell`Istituto nazionale di statistica, gli aumenti più rilevanti si sono registrati per i capitoli servizi sanitari e spese per la salute (+1,3 per cento), mobili, articoli e servizi per la casa e altri beni e servizi (entrambe con un +0,4 per cento). In calo, invece, le voci trasporti (-0,5 per cento), servizi ricettivi e ristorazione (-0,4 per cento) e comunicazione e istruzione, entrambe a ?0,2 per cento. La rilevazione degli aumenti annuali ha evidenziato forti crescite per gli alcolici e i tabacchi (+7,3 per cento), casa, acqua, elettricità e combustibili (+5,8 per cento), trasporti (+4,1 per cento), istruzione (+2,9 per cento) e altri beni e servizi (+2,6 per cento). Le comunicazioni, nell`arco dell`anno hanno perso, invece il 4 per cento. Il dato però è ancora una volta, contestato dai consumatori, convinti che il carovita sia molto più alto di quello registrato dall`Istat. L`Intesaconsumatori, associazione che raggruppa, Adoc, adusbef, Codacons e Federconsumatori, sostiene che l`Istat nel rilevare l`inflazione ha dimenticato una virgola: gli aumenti reali, quindi, invece che essere fermi al 2,2 per cento sarebbero del 22 per cento per le categorie a basso reddito. “Il 2,2 per cento registrato oggi (ieri, ndr.) è un dato positivo che si scontra con il pesante aumento speculativo dei prezzi dell`ortofrutta registrato in questo mese, con costi di frutta e verdura, impennati sui banchi dei mercati“. Dati edulcorati, secondo l`Intesa, che contrastano con quelli di Eurostat, che invece, registrano un`inflazione “molto più alta“. Il dato che Eurostat riporta fa riflettere anche l`Ugl, convinta che solo l`Istat “può affermare che proprio l`Italia, cioè il paese che ha gestito nel modo peggiore il cambio della moneta unica e che ha il costo dell`energia e della benzina più alto, ha pure l`inflazione più bassa d`Europa“. Una favola, secondo Renata Polverini, vice segretario generale, al quale gli italiani, però, non credono più. La stagnazione dell`inflazione corrisponde, secondo Confcommercio, alla sostanziale stagnazione dei consumi, mentre la Coldiretti continua a chiedere più controllo nella catena distributiva perché i prezzi pagati nei campi sono diminuiti del 5,8 per cento. Gli agricoltori vedono nella trasparenza dei cartellini un modo per combattere le tante speculazioni, soprattutto alle porte di Natale. Intanto, in Europa, la Bce prevede per l`Europa, un`inflazione al 2,1 per cento nel 2006 e nel 2007.
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