29 Novembre 2005

Firme false, altra inchiesta in procura

Firme false, altra inchiesta in procura

In procura è il secondo fascicolo aperto dopo quello per le Regionali in cui è accusato un esponente di Forza Italia



Elezioni di Comacchio, cinque indagati: anche un consigliere dei Ds E` solo la punta dell`iceberg, il grande pasticcio delle firme falsificate per la presentazione di liste elettorali. Ad innescare di nuovo la polemica politica è il Codacons che ha annunciato il deposito di un esposto alla nostra procura per firme false in due liste, della Lega Nord e di Alternativa Sociale, mentre una terza è da valutare. Un esposto che tuttavia si va a sovrapporre a due inchieste aperte già da mesi in procura a Ferrara, per falso elettorale, e che vedono due pubblici funzionari accusati di aver autenticato firme false e quattro altre persone indagate. Le due inchieste aperte dalla procura riguardano due tornate elettorali concomitanti dell`aprile scorso: le elezioni regionali e quelle comunali amministrative di Comacchio. Per le liste elettorali presentate da Alternativa Sociale per le Regionali è indagato il consigliere provinciale di Forza Italia, Alberto Alberti, per aver autenticato le firme presentate, per la lista di Alternativa sociale per la Mussolini: l`avvocato Guido Menarini, uscito da An, candidato alle regionali per la lista di As come indipendente; Alberto Saccomandi, Mauro Fabbri e Angela Carusi. Gli stessi quattro sono indagati per l`altra inchiesta aperta per le elezioni di Comacchio che vede accusato di falso elettorale per aver autenticato le firme presentate da As, il consigliere comunale dei Ds, Adolfo Trasforini. E proprio quest`inchiesta in tutti i suoi dettagli e coinvolgimenti, mai trapelati finora, potrebbero innescare nuove polemiche politiche a Comacchio, visto il coinvolgimento di un esponendete dei Ds, partito che venne accusato di aver aiutato la lista Mussolini in tutta Italia, per indebolire e spaccare il centro-destra. Menarini interpellato ieri sera ha ribadito la sua posizione, già espressa nel marzo di quest`anno quando scoppiarono le polemiche sulle firme false, venne coinvolto e indagato dalla Digos per la prima inchiesta sulle Regionali. “Io ero un indipendente nella lista, non ne so nulla: mi diedero un pacco di firme da far autenticare, le presentai e tornai il giorno dopo ad autentica avvenuta. E` accaduto per Alternativa sociale, perché vi sono state precise denunce, ma ci sono dentro tutti, nessuno escluso“. Le firme false presentate all`ufficio elettorale di Ferrara per le Regionali erano 750, verificate una per una dagli ispettori della Digos che in “zona Cesarini“ presentarono la loro indagini-lampo alla procura che tentò anche di bloccare la lista di Alternativa Sociale, tentativo di esclusione che fece la stessa An di Ferrara, senza risultati. Daniele Predieri.

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