26 Novembre 2005

Nestlè deve pagarci lo spavento

Una coppia civitavecchiese firma, attraverso il Codacons, la prima richiesta di risarcimento per danni morali “Nestlè deve pagarci lo spavento“ Il racconto della mamma di Camilla, 18 mesi. Altri sequestri della forestale Una richiesta di risacimento di 2.500 euro per danni morali causati dal caso del latte “all`inchiostro“: l`ha avanzata alla Nestlé – prima in Italia – attraverso l`ufficio legale del Codacons una coppia civitavecchiese, mamma e papà di Camilla, 18 mesi. “Ero convinta di fare la cosa migliora per mia figlia. Mi sono fidata del nome, della marca di prestigio. Ed invece adesso sono enormemente preoccupata. Chi mi assicura che tra sei mesi, un anno o dieci, questo Itx non le causi qualche problema“. Così la signora Simona, 34 anni, spiega le ragioni che hanno convinto lei e suo marito Massimiliano a rivolgersi al Codacons, una volta scoperto che per mesi avevano fatto bere alla bambina – nata a Roma il 25 maggio del 2004 – prima il latte Nidina 1 e poi, al compimento dell`anno, il Mio, entrambi marchi della multinazionale Nestlé. Il Codacons anticipa che la richiesta della coppia civitavecchiese è la prima ma che non sarà certo l`ultima. Intanto gli uomini del comando stazione del Corpo forestale di Tolfa proseguono nel loro giro nei punti vendita del comprensorio per accertarsi che i prodotti inquinati (a scadenze successive all`ottobre 2006) siano tolti dagli scaffali. Nei giorni scorsi hanno passato al setaccio i principali negozi della grande distribuzione di tutto il comprensorio e le farmacie di S.Marinella, Tolfa ed Allumiere, ponendo sotto sequestro in tutto circa trecentocinquanta brick di Nidina 1 e 2, Mio e Mio ai cereali. Oggi toccherà alle farmacie di Civitavecchia.

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