“Temo per la salute di mia figlia“
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fonte:
- Il Messaggero
“Pensavo di fare bene per Camilla ed invece, magari, le ho causato problemi alla salute“. E` questo il timore di Simona, mamma di una piccola di 18 mesi, che da dieci – da quando cioé ha smesso di prendere il seno materno, beve latte artificiale. E ne ha bevuto anche di quello inquinato dal fissante usato per l`inchiostro dei tetrabrick in cui il latte Nidina e Mio viene confezionato. Simona ed il marito Massimiliano si sono rivolti al Codacons, diventando i primi a chiedere alla Nestlé il risarcimento per danni morali. Non molto – 2.500 euro – pochi comunque per l`agitazione che tutta la facenda ha causato alla famiglia. “Sabato scorso avevo in casa tre cartoni di latte – racconta la signora -. In genere, tengo una piccola scorta, quindi ho cercato il “Mio“ nel supermercato dove abitualmente mi servo ma non ne ho trovato neppure un pezzo. Allora, lunedì ho chiesto di comprarlo a mio marito, impiegato in un`azienda di Roma, al ritorno dal lavoro. Ma anche lui lo ha cercato invano in diversi negozi, tanto da insospettirsi. E la sera abbiamo scoperto il perché, ascoltando il telegiornale“. “Sono andata subito a controllare i contenitori ancora chiusi – continua la mamma di Camilla – ed ho verificato, dalla data di scadenza, che rientravano nel lotto inquinato dal fissante dell`inchiostro“. La decisione di rivolgersi al Comitato difesa consumatori è venuta quasi naturale: “Vedo spesso l`avvocato Renzi in tv – ha detto la signora Simona – quindi, con mio marito abbiamo chiamato e ci siamo affidati a loro“. Dal Codacons spiegano come “la situazione di allarme e di incertezza“, seguita ai sequestri del Corpo Forestale, “ha causato un danno ingiusto alla coppia, preoccupata per la salute della loro bambina di 18 mesi, pregiudicandone le funzioni naturali nella dimensione biologica, psicologica e sociale“. Nell`atto di citazione il Codacons scrive: “La tutela della salute è compresa non solo nell`art. 32 della Carta Costituzionale, ma anche nella normativa nazionale“. Ed aggiunge, anche quella europea ribadisce questi principi. “È evidente, dunque – conclude l`associazione dei consumatori – che occorre garantire in via preventiva il diritto alla salute e che, in caso di violazione dello stesso, l`ordinamento prevede il risarcimento dei danni cagionati“.
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