26 Novembre 2005

La Nestlè si scusa con Storace Sequestrato il latte Milupa

ROMA – “Mi scuso senza riserve“. Il presidente della Nestlè Peter Brabeck ritorna sui suoi passi e, dopo aver parlato nei giorni scorsi di un accordo con la Ue e con il ministero della salute per smaltire fino a esaurimento i lotti di latte per l`infanzia contaminati da Itx, invia una lettera di scuse al ministro Storace. Ma la missiva non placa le polemiche e, soprattutto, non fa cambiare idea a Storace: “In tribunale – ha affermato il ministro – ne dovrà rispondere comunque: il capo di una multinazionale non può permettersi di infangare impunemente le istituzioni italiane“. Ad annunciare le scuse è stato lo stesso ministro: “Ho ricevuto una lettera del presidente della Nestlè, Peter Brabeck, che chiede `scusa senza riserve` per l`enorme danno provocato con le false affermazioni dei giorni scorsi. La lettera sarà consegnata stesso agli inquirenti“. Precise le parole di Brabeck: “Riconosco – e mi scuso senza riserve – l`errore di memoria per cui ho dichiarato che i contatti tra Nestlè- e l`Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale risalivano a luglio/agosto piuttosto che a settembre“. Ma le affermazioni del presidente Nestlè lasciano perplesso Storace, che precisa: “c`è una ambiguità: Brabeck dice di essersi sbagliato per colpa dei giornalisti; e poi aggiunge che i contatti con le autorità italiane li ha avuti a settembre, ma poi cambia obiettivo con un passaggio ambiguo sull`agenzia regionale delle Marche, come volesse dire non ce l`ho con lei ma con loro. Insomma così non va bene – ha ribadito il ministro – e proseguo la mia strada in Tribunale“. Insomma il `mea culpa` di Brabeck non spegne le polemiche. Le scuse del presidente Nestlè sono un “clamoroso e sconcertante passo indietro che però arriva tardi, dopo giornate di polemiche e accuse infamanti alle istituzioni italiane“, ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Elisabetta Alberti Casellati, mentre per la senatrice dei Verdi Loredana De Petris la lettera di Brabeck “esclude accordi diretti con il Ministro Storace, ma non chiarisce tutti i dubbi“. Pieno appoggio a Storace, poi, da vari esponenti di An e Fi e dal ministro per le comunicazioni Mario Landolfi. E le scuse non soddisfano neppure i consumatori. Il Codacons ha infatti annunciato la prima causa di risarcimento avanzata da due genitori, rappresentati dall`associazione, contro la Nestlè, per i danni morali loro causati a seguito della vicenda del latte `all`inchiostro`. I genitori hanno chiesto all`azienda 2500 euro di risarcimento e sarebbero già pronte, afferma l`associazione, centinaia di cause analoghe. Un`altra tessera si è aggiunta ieri al mosaico-inchiesta della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno sul latte per l`infanzia contaminato da Itx: alcuni dirigenti del ministero della Salute sono stati sentiti dagli investigatori del Corpo Forestale dello Stato su delega del pm Franco Ponticelli, mentre si profila un altro filone, relativo all`allerta interna, e parte una nuova tornata di sequestri, questa volta di prodotti Milupa. Le audizioni dei dirigenti si sono svolte in una sede del ministero: l`obiettivo, quello di approfondire le dichiarazioni del presidente della Nestlè Brabeck sul presunto accordo tra lo stesso ministero e la multinazionale svizzera per lo smaltimento dei lotti di latte contaminato. Ma agli inquirenti interessa chiarire anche se vi siano stati eventuali ritardi nel ritiro dei prodotti dal mercato. Un nuovo filone d`indagine potrebbe invece riguardare le Regioni. Si starebbe infatti cercando di appurare se la Lombardia abbia, o meno, trasmesso alle altre Regioni l`allerta ricevuta l`8 settembre 2005 dal Ministero della Salute, che il giorno prima l`aveva inviata a Bruxelles, vedendosela accogliere a scopo precauzionale. Il Ministero aveva così interessato la Regione Lombardia, in quando la sede della Nestlè Italia è a Milano. Gli investigatori della Forestale presumono che la Regione abbia effettivamente comunicato l`allerta – a tutt`oggi però, fanno sapere le stesse fonti, “non c`è evidenza“ – e in questo caso c`è da capire perchè le altre Regioni non abbiano recepito l`allerta attivandosi di conseguenza.

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