La tetra pak finisce nel mirino al via controlli su 1.200 marchi
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fonte:
- la Repubblica
Dopo il caso-latte l`azienda si difende: già cambiato metodo
MILANO – “Quei contenitori non vanno bene“. E devono essere ritirati dal mercato. Lo scandalo dei prodotti Nestlé e Milupa contaminati da una sostanza chimica presente nell`inchiostro usato per stampare l`imballaggio, si estende ad altri 1.200 marchi dell`industria alimentare, che adottano i contenitori della Tetra Pak, il colosso svedese leader mondiale nel packaging. L`Intesa consumatori ieri ha chiesto il ritiro di tutti i prodotti in Tetra Pak in commercio in Italia e ha invitato i cittadini ad astenersi dall`acquistare qualsiasi alimento conservato in questi recipienti “fino a che non sarà stata fatta chiarezza sull`intera vicenda e garantita la massima sicurezza per i consumatori“. La società svedese dal canto suo ha ribadito attraverso un suo portavoce che la sostanza identificata (isopropiltioxantone o Itx) non è presente nella lista redatta dall`Organizzazione mondiale della Sanità riguardante le sostanze nocive per la salute umana. E che fra l`altro l`Itx non è neanche tra le sostanze proibite dalle autorità europee per l`utilizzo negli imballaggi alimentari. La Tetra Pak in una lettera inviata all`Unione europea e rivelata dalla trasmissione televisiva Mi manda Rai Tre ha tuttavia ammesso che ben 1.200 marchi sono interessati dal “problema Itx“ e di aver già preso un impegno con le autorità di Bruxelles per sostituire entro la fine dell`anno la tecnica di imballaggio di questi prodotti. La produzione mondiale della Tetra Pak è pari a ben 110 miliardi di confezioni l`anno e secondo quanto confermato dalla stessa società, il processo di stampa contenente inchiostri con Itx è utilizzato per circa l`1,2% dei suoi contenitori, pari a 1,2 miliardi di unità. In Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, la Tetra Pak vende circa 5,2 miliardi di confezioni l`anno, corrispondenti a 3,3 miliardi di litri confezionati. L`Arpam di Ascoli, cui si deve la scoperta della sostanza nel prodotto, da domani comincerà a lavorare sugli involucri sospetti. In particolare il responsabile del Servizio Acqua e Alimenti Ernesto Corradetti ha annunciato che verranno eseguiti controlli su altre tipologie di prodotti considerati a rischio, quelli, cioè, con presenza di grassi, che agevolano lo scioglimento dell`inchiostro (e quindi soia, ancora latte, yogurt, formaggi), da estendere poi a prodotti senza grassi come i succhi di frutta, contenuti ovviamente, come tutti gli altri, in imballaggi simili a quelli utilizzati per i prodotti per l`infanzia sequestrati. “Una situazione impressionante e preoccupante che impone interventi drastici a tutela della salute dei consumatori italiani“, ha dichiarato in una nota l`Intesaconsumatori. Sul fronte delle indagini, invece, si è appreso che nei giorni scorsi è stato sentito, come persona informata sui fatti, il dirigente del Servizio veterinaria e sicurezza alimentare del Dipartimento Salute della Regione Marche, Roberto Tomarelli. L`audizione del dirigente è servita per ricostruire i vari passaggi che, dalla scoperta dell`Itx in alcuni lotti di prodotti Nestlé e Milupa, hanno portato all`allerta alimentare, all`apertura dell`inchiesta e al sequestro della produzione contaminata. Il pm Franco Ponticelli, titolare delle indagini, starebbe in sostanza cercando di capire se, e dove, si sia verificata una falla nel sistema che avrebbe dovuto portare al ritiro immediato dei prodotti dagli scaffali, e se, in sintesi, vi siano stati dei ritardi.
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