26 Novembre 2005

Asl e Regioni coinvolte nelle indagini

NON basta una lettera di scuse per far desistere il ministro della Salute italiano dalla sua azione legale contro il presidente della Nestlè Brabeck, che, nei giorni scorsi, aveva rivelato un accordo tra la multinazionale e il ministero per smaltire i lotti di latte contaminato. Per mettere a tacere le polemiche scatenate dalle sue parole – che hanno suscitato l`interesse della magistratura -, Brabeck ieri ha inviato una lettera al ministro della Salute. Nella missiva, il presidente della Nestlè ha fatto ammenda, scusandosi “senza riserve“, riconoscendo “l`errore di memoria“ sulle date dei primi contatti tra l`azienda e l`Arpam e ammettendo alfine di non aver “mai dichiarato che ci fosse un accordo“ tra il ministero e la Nestlè. Scuse tardive, tuttavia. La querela è stata presentata giovedì e ieri il ministro ha affermato di non essere minimamente intenzionato a ritirarla. Intanto, prosegue l`inchiesta giudiziaria sul latte della Nestlè e della Milupa contaminati dall`Itx, la sostanza utilizzata per stampare le confezioni in TetraPack. Ieri mattina, il procuratore capo di Ascoli, Franco Ponticelli, come annunciato, ha firmato il decreto di sequestro dei prodotti Milupa “Aptamil 2“ con scadenza 10/12/2005, “Aptamil Soia 2“ con scadenza 25/03/2006, “Babymil“ con scadenza 28/02/2006 e “Aptamil 1“ con scadenza 30/06/2006. I sequestri, effettuati dal Corpo Forestale dello Stato, sono partiti immediatamente, interessando dapprima la regione Marche, quindi il resto d`Italia, e proseguiranno anche nella giornata odierna. Uomini della Forestale hanno ascoltato ieri, come persona informata sui fatti, un dirigente dell`Istituto Superiore di Sanità, che, secondo fonti giudiziarie, sarebbe Romano Marabelli, della Direzione generale della Sanità Veterinaria e degli Alimenti. Al vaglio degli inquirenti le posizioni della Regione Lombardia e delle Asur 13 e 12 delle Marche. Ponticelli vuole capire perché le aziende sanitarie uniche abbiano tardato nel comunicare la notizia di reato. Inoltre, il procuratore capo sta valutando, come detto, anche la posizione della Lombardia. Tutto ruota intorno alla data del 7 settembre, quando il ministero della Salute ha inviato all`Ue la richiesta di allerta comunitaria, accolta in serata da Bruxelles. Il giorno successivo, il ministero ha informato dell`allarme la Regione Lombardia. A questo punto qualcosa non ha funzionato. La Regione avrebbe infatti dovuto inoltrare l`allerta agli altri governatori italiani. Ponticelli vuol capire se quell`onere sia stato effettivamente adempiuto – e magari ignorato dalle altre regioni italiane – o meno. Nei prossimi giorni, la Forestale ascolterà gli assessori regionali alla Sanità italiani. Intanto, si cerca di far luce sulla posizione di Nestlè, Milupa e TetraPack. Gli inquirenti hanno appurato che a produrre le confezioni incriminate è un`azienda olandese, il cui nome non è stato rivelato dalle multinazionali. Le confezioni destinate alla Nestlè, secondo il consueto iter produttivo, sono inviate dall`Olanda in Spagna, dove vengono riempite di latte e poi spedite sul mercato italiano. La posizione delle multinazionali dipende dalla tossicità dell`Itx: sinora è stato provato che quella utilizzata nelle confezioni in TetraPack non è una sostanza chimica genotossica – non provoca cioè mutazioni genetiche -, ma ciò non vuol dire che non sia tossica. Se l`Itx dovesse rivelarsi nocivo per la salute, potrebbero partire delle rogatorie internazionali per capire chi effettivamente produce gli imballaggi e alcuni dirigenti delle aziende coinvolte potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati e chiamati a rispondere ai sensi dell`articolo 452 del codice penale. Altrimenti, le multinazionali sarebbero passibili, al massimo, di una sanzione amministrativa. Ieri, infine, è stata inoltrata la prima richiesta di risarcimento danni. A riferirlo è stato il Codacons, che si è fatto tutore della causa di due genitori di una bimba di 18 mesi che chiedono 2500 euro di danni morali. Mentre il Movimento difesa dei cittadini ha denunciato l`impossibilità di chiamare il numero verde 1500 messo a disposizione dal ministero della Salute per le emergenze sanitarie. Coldiretti, dal canto suo, ha chiesto di intensificare i controlli. Richiesta giudicata plausibile dalla Forestale: “Le confezioni sono state realizzate da un`azienda terza e la contaminazione da Itx potrebbe non riguardare solo il latte, ma anche altri prodotti“.

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