Ieri la Forestale a Treviglio e San Pellegrino
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
Sfiorano già quota cinquemila le confezioni di latte sequestrate dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato in negozi, depositi e farmacie della Bergamasca. Soltanto nella giornata di ieri gli ispettori della Forestale di Bergamo (che ha competenza, oltre che sulla Bergamasca, anche sulla provincia di Cremona), in provincia di Bergamo hanno ritirato 469 confezioni di prodotti della multinazionale Nestlè. Ieri i sequestri preventivi sono stati effettuati a Treviglio e a San Pellegrino. Nel primo caso gli uomini della Forestale – che operano su mandato della Procura di Ascoli, che coordina l`inchiesta – si sono presentati in un supermercato di Treviglio, dove hanno ritirato 276 confezioni di latte, che erano già state prontamente rimosse dagli scaffali di vendita. Analogo provvedimento è scattato anche a San Pellegrino: in questo caso, però, si trattava di un`abitazione privata. L`intervento del Corpo Forestale dello Stato è stato richiesto direttamente da una mamma, che aveva fatto una scorta di ben 193 confezioni di latte. Nel frattempo parecchi titolari di supermercati, negozi e farmacie hanno già provveduto spontaneamente a restituire le confezioni di latte, oppure a rimuoverle dagli scaffali e tenerle in magazzino in attesa dell`arrivo degli uomini della Forestale. Per esempio ieri gli ispettori del Corpo Forestale dello Stato avevano previsto il sequestro di altre confezioni di latte prodotto dalla Nestlè anche in due farmacie di Treviglio – una comunale e una privata -: in entrambi i casi, però, il personale aveva già provveduto a rimandare al fornitore le confezioni di prodotti indicati nell`inchiesta. Lo stesso è avvenuto anche per un altro supermercato di Treviglio e uno di Caravaggio, controllati nella giornata di ieri dagli ispettori della Forestale. Ieri infatti i controlli degli agenti si sono concentrati nella Bassa: la Forestale sta seguendo un preciso elenco di negozi, supermercati e farmacie dove intervenire per ritirare la merce. Nel mirino ci sono il latte “Nidina 1“ e “Nidina 2“ (non in polvere, ma liquido), il latte “Mio“ e il latte “Mio cereali“. Si tratta di quattro prodotti della Nestlè. La Procura di Ascoli ha incaricato la Forestale di sequestrare i prodotti che indichino la scadenza nel mese di settembre 2006 o precedente. Per quanto riguarda il latte “Nidina 1“ è invece previsto il sequestro delle confezioni che riportano la scadenza nel mese di maggio 2006 o precedente. Oltre che nella Bassa, ieri gli uomini della Forestale di Bergamo hanno raggiunto anche San Pellegrino per il sequestro nell`abitazione della mamma che ha segnalato di avere in casa le confezioni di lette. Inoltre ieri altre due mamme residenti in provincia hanno segnalato la stessa cosa alla Forestale: gli agenti hanno invitato le due donne a tenere in disparte la merce, che la settimana prossima verrà sequestrata. L`invito della Forestale è di essere contattati per qualsiasi dubbio: la centrale operativa del Corpo risponde al numero 035/247327. Le disposizioni della Procura di Ascoli sono comunque chiare: tutte le confezioni oggetto dell`inchiesta vanno poste sotto sequestro preventivo. Per la giornata di oggi, in particolare, non sono previsti nuovi sequestri nella Bergamasca: l`attività della Forestale in provincia proseguirà la settimana prossima. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno già in programma controlli in dieci tra supermercati e farmacie. Già martedì erano state sequestrate 4.124 confezioni da mezzo litro di latte Nestlè in un deposito di Calcinate che rifornisce centri commerciali e in una ditta di Lallio che rifornisce le farmacie. Intanto Codacons sta organizzando una task force con i propri legali per la tutela dei genitori e dei bambini che hanno acquistato i prodotti Nestlè. “Si chiede la restituzione del prezzo delle confezioni illegali – fa sapere Codacons – e il risarcimento del danno esistenziale, così come previsto dalla giurisprudenza. Sono stimate in alcune centinaia le famiglie che hanno usato i prodotti Nestlè “incriminati“ e al call center del Codacons sono state denunciate patologie nei confronti dei bambini come febbre e dissenteria“. Codacons auspica inoltre l`approvazione della “class action“, uno strumento di tutela dei diritti dei consumatori davanti ai giudici.
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