25 Novembre 2005

Ma i consumatori: risarciteci

Latte sicuro, dicono i test

Ancora ritardi nel ritiro di confezioni sospette

MILANO. L`Itx non provoca alterazioni genetiche: sono negativi i primi esami dell`Istituto superiore di sanità sulla sostanza chimica trovata nel latte per l`infanzia. Ma intanto dopo il caso Nestlè, si apre il caso Milupa e, tossico o no l`Itx, le associazioni dei consumatori vogliono per le famiglie un maxi risarcimento da 100 milioni di euro. Ora tocca al latte Milupa. Il procuratore di Ascoli Franco Ponticelli dovrebbe disporre già da oggi il sequestro del latte per l`infanzia prodotto dalla Milupa trovato contaminato dall`inchiostro usato per fissare la scritta sulle confezioni di cartone. Si tratta di quattro lotti di Aptamil 2, Aptamil Soia e Babymil di cui però non è stata resa nota la serie. Il laboratorio dell`Arpam di Ascoli Piceno ha consegnato solo ieri ai servizi sanitari e al Corpo forestale dello Stato tutti i responsi degli esami effettuati. Ha analizzato in tutto una trentina di campioni di latte per l`infanzia di sei ditte: ad eccezione di 6 campioni, tutti gli altri (riferiti a 8 tipologie di prodotto, quattro della Nestlè e quattro della Milupa) sono risultati contaminati. Le analisi di laboratorio avrebbero confermato la regolarità delle confezioni dei produttori italiani. La concentrazione di Itx nei prodotti Milupa sarebbe inoltre simile a quella riscontrata nel latte della Nestlè. Stando a quanto si è potuto apprendere, parte dei prodotti è stata già ritirata dal commercio, ma parte sarebbe ancora sugli scaffali. Un altro ritardo nei ritiri? I prelievi di campioni di latte Milupa sono stati fatti in due fasi: il 27 settembre e il 16 novembre. Tracce di inchiostro nel latte “Aptamil 2“ erano già state trovate a fine settembre, ma in quell`occasione si era parlato di “concentrazione minore“ rispetto a quella riscontrata nei prodotti Nestlè. Il sistema di allerta per questo latte è comunque scattato attorno alla metà di ottobre: “Il 13 ottobre – fanno sapere dalla Direzione generale della sanità degli alimenti del ministero della Salute – l`Arpam delle Marche ha trasmesso al Ministero il rapporto relativo al riscontro di Itx nel latte Aptamil 2“. Il giorno stesso, il Ministero della Salute “ha attivato il sistema rapido di allerta comunitaria – segnala la nota del dicastero – che comporta il ritiro dal mercato dei lotti dei prodotti. E, com`è noto l`adozione delle misure di ritiro viene effettuata dalle Regioni e dalle autorità sanitarie locali“. Il 26 ottobre la Regione Marche ha deciso di chiedere alle proprie Asur sequestri cautelativi di Aptamil 2: “Abbiamo agito di nostra iniziativa – spiega l`assessore alla sanità Almerino Mezzolani – in quanto l`azienda non aveva provveduto autonomamente. Non essendoci letteratura sulla tossicità abbiamo dovuto agire senza clamore“. L`azienda: dati trascurabili. La Milupa, che produce in Olanda e ha sede nel milanese, in una nota dice però di aver ricevuto solo ieri “la prima comunicazione ufficiale dal ministero della Salute sul tema Itx“, aggiunge che sta “verificando con il Ministero quali siano le successive azioni più appropriate“, definisce le concentrazioni trovate “trascurabili“, sottolinea di aver interpellato esperti internazionali, che “non sussiste alcun rischio per la salute dei bambini“ e che da ottobre ha introdotto “una diversa tecnologia di stampa esente da Itx“. L`Iss: rischi assenti. Dopo che i riscontri preliminari dell`Agenzia europea per la sicurezza alimentare hanno escluso “rischi immediati sulla salute“, anche dalle prime valutazioni dell`Istituto superiore di sanità emerge che “il rischio di effetti genotossici, in seguito ad ingestione di Itx, è assente o trascurabile“ e “non risultano informazioni su altri effetti tossici“. Ma il responsabile del centro anti-veleni dell`Università Cattolica, Alessandro Barelli, ricorda che “non sono ancora noti ulteriori dati sulla tossicità della sostanza“. Ma c`è chi chiede i danni. E` di Intesaconsumatori (Aduc, Adisbef, Codacons, Federconsumatori) la maxi richiesta risarcimento danni alla Nestlè per 100 milioni di euro per il caso del latte. In una nota spiega che la richiesta “indipendentemente dalla tossicità o meno della sostanza rinvenuta è motivata dal grave stato di disagio e panico in cui sono stati gettati i genitori che hanno alimentato i figli con il latte sequestrato e che vivono una ingiusta situazione di paura“.

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