24 Novembre 2005

Uova e influenza aviaria

L a signora F. M. di Trento si dice disorientata per il continuo alternarsi di notizie, a volte rassicuranti, a volte allarmanti. Secondo noi è di primaria importanza che vi sia un`univocità di pensiero da parte della comunità scientifica su ciò che va fatto ed evitato in tema di sicurezza alimentare. Accade infatti di ricevere informazioni contrastanti anche a distanza di un giorno. Nel caso dell`influenza aviaria, ci aspettiamo una risposta chiara che deve necessariamente considerare i temi della pericolosità del virus, della somministrazione dei vaccini e dell`utilizzo degli antivirali. Si necessita di informazioni che riguardino, oltre alle specie avicole, anche i loro sottoprodotti, quali le uova. A questo punto, in attesa di maggiore chiarezza ed in applicazione del principio precauzionale, l`Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha deciso di dare alcuni consigli per cautelare il consumatore: 1. No a uova crude nel caso in cui il virus arrivi in Italia: attualmente, infatti, sono sicuri sia i polli italiani che le uova italiane. Se si verificasse questa malaugurata ipotesi, no quindi a uova poco cotte (ad esempio, uovo alla coque), tiramisù, maionese, carbonara, zabaione?; nei bar, quindi, evitate tramezzini, salse, vol-au-vent. 2. Etichette: ci sono svariati dati. I primi due sono quelli che contano. Su ogni uovo deve essere stampato sul guscio un codice che indica, nell`ordine, il sistema di allevamento e la sigla del paese (It per l`Italia). Il primo, però, è il più importante: 0 se la gallina proviene da allevamento biologico, 1 se allevata all`aperto (terreno con vegetazione), 2 a terra (ad esempio un capannone in cui le galline sono libere di muoversi), 3 in gabbia (o voliera, in pratica sono quelle in batteria, con uno spazio ridottissimo per ogni animale). L`ideale sono il numero 0 e 1. Consigliamo di non scendere comunque sotto il numero 2. Negli allevamenti intensivi, infatti, si abusa spesso degli antibiotici, per contrastare le malattie da sovraffollamento. Pare che aumenti anche il rischio salmonella. 3. Nome e indirizzo del confezionatore devono essere indicati in etichetta. Il confezionatore è il responsabile legale di ciò che arriva in commercio: se non è indicato, non acquistatele. In ogni caso, meglio acquistare uova allevate e confezionate in Italia. 4. No a uova sfuse. Le uova fresche appena portate dal contadino fanno gola e molti negozi le vendono. Ma in questo periodo è meglio acquistare solo quelle che hanno le etichette prescritte per legge e controllate. 5. Se riponete le uova in frigorifero, lasciatele nella loro confezione, per evitare il contatto con altri cibi o con le pareti. Ricordate che nel frigorifero dovreste separare i cibi cotti da quelli crudi. Quelli cotti, in particolare, dovrebbero essere avvolti in pellicola, carta stagnola o negli appositi contenitori con coperchio. Anche i liquidi debbono essere in contenitori coperti. I cibi cotti vanno riposti in frigorifero solo dopo che si sono raffreddati ed è meglio che siano collocati nelle griglie superiori. Il frigorifero andrebbe pulito, e dunque sbrinato, ogni sei mesi. 6. Controllate che il guscio sia pulito, in particolare da tracce di feci. Per precauzione, sciacquatelo comunque. Aprendolo, prestate attenzione a non fare entrare in contatto l`albume ed il tuorlo con la parte esterna del guscio. Gettate subito i gusci in pattumiera, senza appoggiarli sul lavabo. 7. Lavate le mani ogni volta che avete maneggiato uova. Il rischio salmonella c`è sempre. E` un consiglio che vale anche quando tagliate carne o maneggiate, in genere, alimenti. 8. Bollire e non riscaldare. Se in frigorifero avevate dei cibi già cotti, anche se non sono a base di uova, riscaldateli facendoli ribollire per qualche minuto: non basta intiepidirli per uccidere i batteri. Dovete superare almeno i 70°. 9. Controllate sempre la scadenza. Ricordatevi che le uova devono essere ritirate dai banchi di vendita una settimana prima della data di scadenza. Se quindi per sbaglio ne acquistate una che sta per scadere, potete riportarla al negozio e farvela cambiare. 10. Controllate la freschezza. L`uovo si definisce fresco se la “camera d`aria“, la pellicina posta tra l`albume e il guscio, non supera i 6 millimetri per tutta la durata della data di scadenza, che è di 28 giorni dalla deposizione. La dicitura “extra“ indica che l`uovo è freschissimo (e dunque la camera d`aria non può superare i 4 millimetri), e che può essere commercializzato entro il settimo giorno dall`imballaggio (che avviene in 24/48 ore dalla deposizione). Tre i metodi della nonna per verificare la frescheza delle uova. – Osservare l`ampiezza della camera d`aria: più è ampia e meno l`uovo è fresco. Potete farlo anche prima di aprire l`uovo, in trasparenza (cosa utile al momento dell`acquisto). – Secondo metodo: il tuorlo deve essere teso e convesso. Se invece è piatto o si apre, è meno fresco. – – Ultimo metodo: mettetelo in acqua e sale: se galleggia è vecchio, se va a fondo è fresco. Un ultimo consiglio: è sana regola alimentare consumarne 4 a settimana. Non è vero che le uova siano nocive per il fegato o che facciano così male per il colesterolo. E` più elevata la presenza di grassi insaturi, rispetto a quelli saturi. In ogni caso sappiate che più le uova sono piccole, più è bassa la percentuale di grassi.

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