24 Novembre 2005

Il pasticciaccio brutto del latte per bambini all`inchiostro

ROMA – Il pasticciaccio brutto del latte per bambini all`inchiostro finisce in un “tutti contro tutti“. Il presidente e amministratore delegato della Nestlè, Peter Brabeck, incontra i giornalisti a Zurigo e cala un carico da undici. Un missile a testata multipla che mira verso l`Italia e verso Bruxelles. “La Nestlè – afferma Brabeck – aveva concluso nel luglio scorso un accordo con l`Unione Europea e con il ministero della Salute italiano per smaltire fino a esaurimento i lotti di latte mentre veniva cambiato il processo di produzione delle confezioni. Poi è venuto fuori il ministro delle Risorse agricole che ha messo l`Italia in subbuglio. Questa è solo politica, non ci sono rischi, è solo una tempesta in un bicchier d`acqua…“. Già che c`è, la Nestlè aggiunge anche che le confezioni ritirate sono molte meno di quelle che dicono gli italiani. “La cifra di 30 milioni di litri è completamente esagerata – assicura il portavoce della Nestlè, Xavier Perroud – dato che il quantitativo massimo in circolazione è tra 1,8 e 1,9 milioni di litri“. Se fosse vero quanto afferma Brabeck, sarebbe clamoroso: un accordo sulla pelle dei consumatori ignari. E al ministero della Salute lo sanno bene. La prima a reagire è la direzione generale della Sanità veterinaria e degli alimenti, che a caldo esprime il suo “sconcerto“ e chiarisce che “non c`è stato alcun contatto o accordo con i produttori“ e che “le affermazioni dell`amministratore delegato di Nestlè sono non solo completamente false, ma stravolgono la reale dinamica dei fatti. Proprio il ministero della Salute italiano ha portato alla luce la problematica con l`attivazione tempestiva del sistema di allerta rapido comunitario“. E non basta. Non appena legge le clamorose dichiarazioni che vengono dalla Svizzera, il ministro Francesco Storace va su tutte le furie e fa stilare una nota. “Il signor Brabeck – detta Storace – sarà querelato per le gravissime affermazioni che ha rilasciato all`agenzia Reuters. Analoga sorte capiterà a chi darà seguito a farneticazioni che non hanno alcun fondamento“. E` chiaro che il passaggio giudiziario diventa a questo punto decisivo. E non è detto che la sede sia quella della querela per diffamazione dato che il procuratore di Ascoli Piceno ha acquisito il testo delle dichiarazioni fatta da Brabeck alla Reuters e sta valutando se trasmettere l`incartamento a Roma. Nel frattempo durissimo, da Bruxelles, è anche il ministro delle Risorse Agricole, Alemanno. “Le dichiarazioni di Brabeck – afferma – sono gravi e sconcertanti. E` evidente che le industrie coinvolte nella vicenda del latte contaminato avevano l`obbligo di ritirare tutte le produzioni contaminate dal mercato e dovevano farlo senza indugio e senza accampare alibi“. Certo è che consumatori e opposizioni ora vogliono vederci ancora piu chiaro. “Se quelli raccontati dall`amministratore delegato della Nestlè sono i termini reali della vicenda, il ministro Storace dovrà chiarire in Parlamento quale accordo aveva chiuso con la multinazionale in danno dei consumatori italiani“ attacca in una interrogazione il senatore Roberto Manzione (Margherita). Da parte sua il ministero della Salute assicura che i consumatori non hanno corso rischi. “Abbiamo chiesto all`Istituto superiore di sanità notizie sulla tossicità della sostanza. E il 4 ottobre – ha detto Storace – le analisi dell`Istituto hanno negato la presenza di dati tossicologici specifici“. Storace anche ieri ha ribadito di aver avvertito l`Ue l`8 settembre “non appena avuta la segnalazione dalla regione Marche“ e ha aggiunto che “ il ritiro in Italia deve essere effettuato dalle aziende produttrici e dalle Regioni“. Secca la replica dell`assessore marchigiano alla Salute, Almerino Mezzolani: “Non solo Storace si sta appropriando di un nostro risultato, ma dichiara anche di essere stato informato in ritardo: è incredibile“. E le associazioni dei consumatori insorgono. “L`azienda – dicono Aduc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – deve pubblicare immediatamente su Internet le analisi che affermano che la sostanza contenuta nel latte non è pericolosa“. E c`è chi se la prende con le autorità italiane. “Perché il ministero – accusano il Movimento Consumatori e il Movimento di Difesa del Cittadino – pur avendo ricevuto l`informazione sulla contaminazione a fin da settembre, non ha disposto il ritiro cautelare dei lotti, per il noto principio di precauzione-“. Se anche fosse una tempesta in un bicchiere di latte, pare che non si placherà tanto presto.

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