23 Novembre 2005

“In Calabria si muore di più di tumore“

CATANZARO. “Di tumore si muore più in Calabria che nel resto d`Italia. A Crotone, in particolare, manca la possibilità di effettuare cure radioterapiche“. È quanto sostiene, in una nota, il Codacons Calabria. “Nello stato in cui ci troviamo – si aggiunge nella nota – un malato di leucemia, nel nord, ha circa il 50 per cento di possibilità in più di sopravvivere, rispetto ad un malato nella residente in Calabria. Fra le principali cause del divario, c`è la diversa dotazione di impianti di radioterapia. Sulla nostra regione, infatti, pesa un gap infrastrutturale che obbliga i calabresi a diventare pendolari anche per eseguire un ciclo di radioterapia. Sempre a Crotone, inoltre, si registra una cronica mancanza delle apparecchiature per effettuare le risonanze magnetiche ed anche la Tac. Riceviamo continue segnalazioni da parte di molte famiglie, già distrutte dalla sorte, costrette a sopportare lunghi viaggi della speranza presso i centri più vicini dove poter sottoporre i propri congiunti alle cure radioterapiche. Dover intraprendere un viaggio in autobus o in auto, dopo aver sostenuto un trattamento radioterapico, è un calvario inimmaginabile. Ci chiediamo come possa conciliarsi questo gap infrastrutturale con i circa 500 milioni di euro destinati alla Sanità in Calabria e che non risultano essere stati spesi dal precedente Governo regionale“. “Ci troviamo in questa situazione – conclude il Codacons – perché in tutti questi anni non si è inteso provvedere all`ammodernamento delle strutture ospedaliere, forse per favorire il privato, in maniera tale da offrire risposte adeguate ai pazienti ed agli operatori“.

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