Le compagnie si organizzano: prezzi più bassi in alcuni giorni
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fonte:
- Il Tempo
Ma nonostante le promozioni il carburante ci costerà mille euro in più dell?anno scorso
QUASI mille euro in più rispetto all?anno scorso. Questa, secondo i dati del Codacons, la cifra che le famiglie dovranno sborsare per fare fronte al caro benzina degli ultimi mesi. Un?autentica stangata che ha spinto gli automobilisti ad una maggiore attenzione nei confronti del prezzo del carburante ed ha costretto i gestori a ideare nuove formule per tentare di attirare i clienti. Dopo le raccolte di punti, l?ultima moda è quella dell?«happy day». In alcuni giorni, infatti, alcuni distributori offrono prezzi più bassi per cercare di bloccare l?automobilista di turno. Dal benzinaio, insomma, come al supermercato, sperando di indovinare il giorno fortunato. «È un modo come un altro per fidelizzare i clienti – spiega un gestore – I romani ormai sono diventati più attenti e adesso prima di fermarsi a fare rifornimento danno un?occhiata al cartellone su cui viene esposto il costo al litro». Il rischio, però, è quello di perdersi nel labirinto dei prezzi. A Roma, infatti, sono presenti circa 1.200 distributori di benzina, la maggior parte dei quali applica tariffe diverse. Al contrario di quanto si può pensare le differenze sono significative. Tra gli impianti monitorati il prezzo più alto riscontrato è di 1,322 euro (Gra), mentre quello più basso è di 1,229 (via De Courbertin). Una forbice di 0,103 centesimi che incide in maniera evidente sulla spesa totale. Basti pensare che su un pieno la differenza è di oltre di 4 euro. Il prezzo, comunque, non dipende dalla zona. Sulla Casilina la benzina può costare più che al Fleming, come può capitare che distributori distanti poche centinaia di metri applichino tariffe diverse. È il caso, ad esempio, di Corso Francia dove tra il distributore dell?Api e quello dell?Agip c?è una differenza di 0,26 centesimi al litro. Facile incontrare anche prezzi diversi adottati dalla stesso marchio. Un caso evidente è quello della Esso, che applica prezzi oscillanti tra i 1,318 di via Portuense e i 1,248 di via Battistini. Stessa storia per l?Agip, dove le tariffe variano tra i 1,319 di via della Pineta Sacchetti ai 1,248 sempre di via Battistini.
Evidentemente una zona da consigliare per rifornirsi. «Dovrebbero fare come per le sigarette – spiega un benzinaio – fissando dei prezzi uguali in tutta Italia. La gente si lamenta con noi, non sapendo che dipende tutto dalle compagnie petrolifere. Su 50 euro che incassiamo ne guadagniamo netti 1,29 mentre lo stato si prende il 60%. Senza considerare che ormai sono pochi quelli che fanno il pieno e la maggior parte delle persone spende tra i 10 e i 20 euro». A confermare il calo arrivano i dati della Faib Confesercenti che parlano di una flessione nei consumi che si aggira intorno al 10%. Per tentare di trovare una soluzione al problema del «caro benzina», il Governo sta vagliando l?ipotesi di consentire la vendita del carburante anche negli ipermercati. Una nuova forma di concorrenza che costringerebbe i gestori ad abbassare i prezzi. Una proposta che, ovviamente, ha suscitato le proteste dei distributori. «È un?idea assurda – lamenta un benzinaio – sicuramente all?inizio fisserebbero dei prezzi bassi per sbaragliare la concorrenza, salvo poi rialzarli dopo pochi mesi».
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