AVIARIA, COLDIRETTI: “ITALIA RESPINGA ULTIMATUM UE SU ETICHETTA ORIGINE“
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fonte:
- SestoPotere.com
Roma – 18 novembre 2005 – L`Italia deve porsi all`avanguardia in Europa nelle politiche rivolte alla qualità e alla sicurezza a tavola a partire dall`obbligo di indicare in etichetta l`origine degli alimenti che va esteso a tutti i paesi dell`Unione e per tutti i cibi senza rincorrere le emergenze perché garantisce la rintracciabilità delle produzioni, una maggiore efficienza dei controlli e la libertà di scelta dei consumatori. E` quanto ha affermato oggi la Coldiretti che ha promosso la manifestazione degli allevatori a palazzo Chigi, in occasione del Consiglio dei Ministri, insieme alle associazioni dei consumatori (Federconsumatori, Codacons, Adoc, Adusbef e Adiconsum), a quelle ambientaliste (Legambiente, Vas e Fare Verde), del biologico (Aiab) e con l`adesione dei sindacati dei lavoratori Fai-Cisl e Uila-Uil. Allo scadere dei quindici giorni di ultimatum concessi dall`Unione Europea per l`avvio della procedura di infrazione nei confronti dell`etichetta Made in Italy, l`obiettivo della manifestazione è – spiega la Coldiretti – difendere l`obbligo di indicare la provenienza della carne di pollo e dei suoi derivati. In un mercato globale dove, anche per lo sviluppo degli scambi commerciali, le emergenze sanitarie nel settore alimentare si moltiplicano servono – sottolinea la Coldiretti – misure strutturali con un sistema di etichettatura obbligatorio che indichi la provenienza e l`origine di tutti gli alimenti, come elemento di trasparenza per produttori e consumatori. Un percorso per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini sul quale l`Italia e l`Unione non possono tornare indietro dopo che con la crisi mucca pazza nel 2002 è stata introdotta – ricorda la Coldiretti – per la prima volta in Europa l`etichettatura di origine della carne bovina che si è unita all`obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell`ortofrutta fresca, all`arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova e all`obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. Di fronte a questi precedenti – afferma la Coldiretti – le obiezioni sollevate dalla Commissione Europea, che ritiene l`etichetta di origine un ostacolo agli scambi e un aggravio dei costi per il prodotto importato, appaiono inconsistenti e vanno respinte al mittente. Si tratta di impedire che le evidenti pressioni determinate da interessi commerciali prevalgano sulla necessità di tutelare gli allevamenti nazionali e la salute dei cittadini che per l`80% considerano necessario che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione degli alimenti secondo l`ultima Indagine Coldiretti-Ispo sulle “Abitudini alimentari degli italiani“. Peraltro, nel caso dell`influenza aviaria, si avvertono – continua la Coldiretti – proprio in questo momento i primi deboli segnali positivi sui consumi degli interventi attuati per riportare il pollo sulle tavole dei ristoranti, delle mense e delle case degli italiani, dopo le ripetute assicurazioni di autorevoli esperti del mondo sanitario sull`assoluta assenza di rischi nel consumo di carne di pollo cotta. La situazione resta comunque critica con rilevanti giacenze di prodotto invenduto, preoccupazioni per il futuro di molti allevamenti, difficoltà occupazionali e di reddito per le imprese che potrebbero essere aggravate dall`incertezza sulle misure adottate per fronteggiare la crisi che vanno invece accompagnate da un piano di protezione e salvaguardia del pollo italiano per garantire sicurezza, sconfiggere la paura e salvare imprese e posti di lavoro che la Coldiretti ha presentato al Governo. La reazione emotiva dei mercati che ha portato alla riduzione di oltre il 50 percento dei consumi di carne di pollo rischia infatti – afferma la Coldiretti – di travolgere il comparto avicolo nel quale operano 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione che danno complessivamente lavoro a 180mila addetti per una produzione complessiva di 1,13 milioni di tonnellate di carne ampiamente superiore ai consumi interni e un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro, circa il 6,5 percento del valore dell`intera agricoltura italiana. L`Italia – conclude la Coldiretti – è più che autosufficiente nei consumi che vedevano, prima dell`emergenza, la carne di pollo presente nei menu di otto famiglie italiane su dieci anche per il primato della convenienza economica nell`assicurare un apporto proteico adeguato all`organismo.
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