Dopo i quarant`anni
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fonte:
- La Stampa
“Dopo i quarant`anni“ è un`età difficile per le signore, si sa. Tocca decidere se dar retta ad Armani e gettare via la minigonna (“non sta bene“) o provare a tener duro fino al prossimo calendario Pirelli, per vedere se davvero ci sarà gloria per le sexy-cinquantenni. Si è spesso confuse, come Madonna che un giorno posa col filo di perle tra tavolini vestiti e vasi di peonie, pronta per il whist, e il giorno dopo viene sorpresa da Harrods mentre acquista un attrezzo sciogli-cellulite. E` presto per andare in pensione, è tardi per cambiare vita, si ha poca voglia di dedicarsi alla politica come rileva l`onorevole Pippo Gianni dell`Udc (“Le donne in Parlamento sono poche, ma non è che possiamo obbligarle“). Così molte finiscono per gingillarsi con l`idea di farsi, o rifarsi, una famiglia; e se sufficientemente famose da venir intervistate, rilasciano interviste strampalate ed imbarazzanti. Ma Antonella Clerici no, non ci casca. Moglie mai più Avete “dopo i quarant`anni“? Bene, gettate nel camino tutti quei manuali che avete acquistato nen tempo, da “Le regole“ a “Non gli piaci abbastanza“, lasciate perdere i consigli di Zsa Zsa Gabor su “come accalappiare un uomo, come tenerselo stretto e come scaricarlo“, e date retta ad Antonella Clerici: “A quarant`anni non abbiamo bisogno di false speranze, ma di vivere bene con quello che abbiamo“. Che non sono le rughe, come graziosamente suggerisce il solito Armani, ma: il lavoro, l`indipendenza economica, gli amici, in una parola: la libertà. E se “quello che abbiamo“ non include un marito, bon, la si faccia finita: “Madre mai, moglie mai più“, è il manifesto di Clerici, a sintesi di un`intervista (sul numero di “Gente“ in edicola) che, in un momento di riflessioni femminili a bassa soglia, merita attenzione, se non altro perché interrompe la stucchevole sequenza delle improbabili voglie di maternità sbandierate da tante colleghe sue alle prime avvisaglie di menopausa. “Non ho più spazio per coltivare ipotesi impossibili di nuovi mariti o compagni che dividono la casa con me, s`infilano nel mio letto la sera, mi chiedono, com`è giusto, di accudirli“, chiarisce la conduttrice che presto sarà in prima serata alla guida de “Il treno dei desideri“. E aggiunge: “Mi sono chiesta se fossi tanto interessata a diventare madre da tentare la strada complessa dell`accanimento terapeutico… No, non volevo cercare disperatamente un figlio. Perché? Semplice: ho scoperto che da sola sto benissimo“. Sederi Chi ritiene che con le quote rosa si sia ingaggiata una battaglia di retrovia, si consoli pensando cos`hanno dovuto inventarsi le brasiliane già in politica. La governatrice di Rio de Janeiro, Rosinha Matheus, ha firmato un progetto di legge per mettere al bando le cartoline illustrate che hanno per soggetto i sederi, rinomati in tutto il mondo, delle sue connazionali. La sua collega che ha promosso il progetto di legge, la deputata del partito socialista democratico brasiliano Alice Tamborindeguy, ha spiegato che queste immagini “stimolano il turismo sessuale verso il Brasile“. Si potrà anche sorridere (le cartoline illustrate, tra l`altro, non le spedisce più nessuno), ma che dire delle motivazioni con le quali in Italia il Codacons ha chiesto la rimozione dei sederi che svettano sui cartelloni pubblicitari di un centro per trattamenti estetici? Quelli, distraggono gli automobilisti di sesso maschile, pare. I soliti ignoti Davvero sarà colpa dei reality televisivi, se la folla s`accalca per entrare in tribunale per assistere al processo ad Anna Maria Franzoni? Allora, perché non prendersela con Totò e Monicelli, osservando il video in cui Stefano, il marito di Anna Maria, “travestito da assassino“, s`infratta tra gli sterpi con un berrettuccio in testa?.
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