18 Novembre 2005

Patente a punti. E a capo

Patente a punti. E a capo

Il governo ha ritirato il discusso decreto legge sulla patente a punti (dl 184/2005) riservandosi di riproporlo in futuro nelle forme che riterrà più opportune. Molto probabilmente sarà la legge finanziaria a ricomprendere l`originaria questione della sanatoria dei punti patente illegittimamente sottratti senza ulteriori questioni non strettamente connesse. L`annuncio del ritiro effettuato in aula dal vice ministro alle infrastrutture Mario Tassone dopo che al senato è mancato più volte il numero legale. Già prima Intesaconsumatori aveva definito assurdo il pacchetto licenziato mercoledì dalla camera in riferimento alla riformulazione dei limiti di velocità in centro abitato. Proteste si erano levate anche dalla Fise-Aniasa, l`associazione dell`autonoleggio, in riferimento alla mancata liberalizzazione del settore e dalle associazioni delle polizie municipali e dai sindaci penalizzati per le limitazioni sull`uso dell`autovelox. Con gli emendamenti approvati in aula mercoledì, infatti, ai vigili urbani sarebbe stato precluso l`accertamento sulle strade extraurbane principali delle violazioni dei limiti massimi di velocità di cui all`art. 142 mediante l`impiego di sistemi di rilevamento della velocità. Inoltre, nei centri abitati un veicolo avrebbe potuto circolare a 70 km/h senza subire alcuna decurtazione di punti. Un ruolo importante nella determinazione del governo è stato assunto dal parere contrario della V commissione bilancio. A questo punto restano irrisolte alcune importanti problematiche, in particolare quelle relative alla riattribuzione dei punti decurtati prima della sentenza della Consulta 27/2005 e alla confisca dei ciclomotori e motoveicoli utilizzati per commettere una delle violazioni amministrative di cui agli art. 169, commi 2 e 7, 170 e 171 o per commettere un reato. Come annunciato da Tassone, il governo valuterà l`ipotesi di inserire in un provvedimento in corso di esame al parlamento, probabilmente sotto forma di emendamento al disegno di legge finanziaria, le questioni critiche tuttora rimaste aperte. `Ennesima figuraccia del governo che confonde i cittadini` ha commentato il senatore Mauro Fabris (P-Udeur), vice presidente della commissione trasporti del senato. Le conseguenze pratiche del ritiro del decreto legge sono queste. Intanto si ritorna all`originario termine di 30 giorni per l`invio dei dati da parte del proprietario del veicolo in caso di multa non immediatamente contestata. Per l`omessa comunicazione dei dati la sanzione pecuniaria, che era stata diminuita a 250 euro, ritorna l`originario importo di 357 euro, mentre non saranno più ammessi i documentati e giustificati motivi. Salta quindi, per il momento, la riattribuzione dei punti decurtati prima della sentenza della Corte ai proprietari che non avevano comunicato i dati del conducente e si congela la norma che prevedeva la perdita di efficacia dei provvedimenti adottati ai sensi del c. 6 dell`art. 126-bis, ovvero il provvedimento di revisione e il provvedimento di sospensione della patente di guida adottato per omessa sottoposizione entro 30 giorni agli accertamenti disposti con il provvedimento di revisione.

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