Petrolio, bolletta shock “Benzina ai supermarket“
-
fonte:
- La Nazione
Petrolio, bolletta shock “Benzina ai supermarket“
ROMA – Il petrolio costa caro agli italiani dopo le fiammate estive del prezzo del barile. E adesso il rischio di nuovi contraccolpi legati alle quotazioni in rialzo del dollaro innesca nuovi timori. “Preoccupa il sostanziale aumento della bolletta petrolifera italiana“ commenta il viceministro delle Attività produttive Adolfo Urso: “A breve la strada da seguire è quella di avere più concorrenza cominciando dall`aumento dei canali distributivi della benzina“. Come dire: affidiamo anche ai supermarket la possibilità di vendere carburanti. “Il nostro paese – spiega Urso – più di altri in Europa è petrolio-dipendente. Se a medio lungo termine la soluzione è quella di sganciarsi dal greggio, per tornare con convinzione sulla strada del nucleare di nuova generazione, adesso è giusto liberalizzare il mercato offrendo la possibilità ai clienti di ricorrere a forme alternative per fare benzina, come quella allo studio nei supermarket“. Intanto l`Italia si appresta a pagare per il 2005 una bolletta petrolifera di oltre 22 miliardi, il massimo degli ultimi 20 anni. I soli rincari dei prezzi del greggio – secondo le stime dell`Unione petrolifera – si tradurranno a fine anno in una aggravio nella fattura di oltre 5 miliardi (rispetto al 2004) per il nostro paese. Nei primi nove mesi del 2005 l`Italia ha visto rincarare il costo del petrolio importato di quasi il 41%. Un aumento legato all`impennata delle quotazioni internazionali della materia prima (+44,4%), solo in parte mitigata dal cambio euro dollaro (+2,5%), più favorevole fino a una decina di giorni fa. Rispetto alle impennate di fine agosto a 70,85 dollari (quando Katrina sconvolse gli Stati Uniti), i prezzi si sono infatti progressivamente raffreddati, scendendo ieri a New York a 57,05 dollari al barile (-1,1%), il minimo da luglio. Accanto al rallentamento del greggio, ad incidere sulla fattura complessiva potrebbe anche essere il calo dei consumi: ad ottobre la domanda è infatti diminuita del 4,5% ed altrettanto marcata è stata la riduzione dall`inizio dell`anno. Se le stime dovessero essere confermate, l`aumento rispetto allo scorso anno dovrebbe essere quasi di un terzo: dai 16,8 miliardi pagati nel 2004 si salirebbe dunque ad oltre 22. Il livello più alto, in termini reali dal 1985, quando in tempi di choc petroliferi l`Italia pagò oltre 32 miliardi. E i costi dovrebbero salire anche per la fattura energetica complessiva (comprensiva cioè anche di elettricità, gasolio e gas): dai 29,2 miliardi dello scorso anno si passerebbe a circa 36 miliardi. I consumatori dell`Intesa stimano che nel 2005 il caro-greggio si sia tradotto, per ogni famiglia, in un aggravio sul bilancio di circa 500 euro tra bollette, carburanti e altre voci legate ai prodotti petroliferi. Nuove ripercussioni potrebbero arrivare anche dalle oscillazioni dell`euro, scivolato a un minimo che non toccava da 2 anni nel cambio col dollaro, per poi risalire ieri sera a quota 1,17. Il biglietto verde si era rafforzato sull`attesa delle dichiarazioni al Senato Usa di Ben Bernanke, designato da Bush alla guida della Federal Reserve come successore di Alan Greenspan, che ha confermato la volontà di seguire la politica del suo predecessore. Non dovrebbero quindi esserci mutamenti di rotta nella politica monetaria Usa mentre non c`è ancora accordo alla Bce su un eventuale rialzo dei tassi (per riequilibrare il differenziale con quelli americani), che qualcuno prevede possa avvenire già a dicembre.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
