Montezemolo a Locri tra giovani e striscioni del Codacons
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fonte:
- Corriere della Sera
CATANZARO – Adesso risuonano ancora gli spari dell`ultimo omicidio di `ndrangheta. E i riflettori sono accesi. Ma poi le luci, lo sa anche lui, si spegneranno. Sulla Calabria, Sud nel Sud, tornerà il buio. Non è mai stato giusto, dice Luca Cordero di Montezemolo. Lo è meno che mai adesso. E non c`è bisogno di cercare lontano per capire perché. Basta dare un`occhiata lì sopra, sui palchi del teatro Politeama. Tra imprenditori, autorità, politici, sindacalisti, tra l`abituale pubblico dei convegni insomma, ci sono anche loro. Anzi: soprattutto loro. I ragazzi di Locri. Quelli che sono scesi in strada. Quelli che fanno di quest`appuntamento confindustriale qualcosa di diverso dalle solite tavole rotonde sul “rilancio del Mezzogiorno“. Quelli di cui, batte e ribatte Montezemolo guardandoli, “dobbiamo essere orgogliosi“. E per i quali “dobbiamo dire basta a torpore e pigrizia e rassegnazione“. Perché sono loro, gli adulti di domani, che a tutti hanno dato oggi una lezione. Con il semplice, ma drammaticamente coraggioso slogan portato in giro dopo l`assassinio di Francesco Fortugno: “E adesso ammazzateci tutti“. Le scandisce, il presidente di Confindustria, le parole sui ragazzi di Locri. Accanto a sé, sul palco, ha il leader della Cisl Savino Pezzotta. Ha, soprattutto, il presidente di Confindustria Calabria Filippo Callipo e quello della Regione Agazio Loiero. Due uomini – altri due – che sanno cosa siano le intimidazioni e i proiettili in buste anonime. Ed è tutta la platea, ora, a sottolineare in un lungo applauso quello che il leader degli imprenditori ripete dal palco: “Tutto questo non ci sta più bene“. Quanto sia “diversa“, la Calabria del Politeama, lo dice un altro colpo d`occhio. Quello sugli striscioni verdi del Codacons. Mai visti a un convegno confindustriale. E la “prima“ non è per contestare. Ma per dire: la società civile è qui, il Sud è anche questo “patt“. È chiedere, come fa Montezemolo per tutti, “solo la normalità, fare il nostro mestiere senza star sempre con il fiato sospeso“. È domandare “più Stato inteso come più istruzione e più lavoro, perché ogni punto in più di disoccupazione significa un aumento di 118 furti, 12 rapine, 0,2 omicidi ogni 100 mila abitanti“. È finirla “con la burocrazia inefficiente, con i 30 mila centri d`appalto, perché è lì che subentrano gli amici degli amici“. E “non pensare che i problemi debbano essere risolti solo dalle forze dell`ordine: dipende anche da noi superarli“. Per noi stessi, conclude, e per quei ragazzi: il rilancio del Sud sono loro, “ciò che hanno fatto merita impegni precisi, non assistenzialismi“. Pensa a “qualche start up nella Locride“, Montezemolo. E loro, i ragazzi, lo prendono in parola: “Grazie. Ma intanto, ci verrà a trovare?“.
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