15 Novembre 2005

«Inquinamento, il problema va risolto»

«Inquinamento, il problema va risolto»

Carlà: «I dati impongono provvedimenti». Benincasa: «Manca il controllo sulla mobilità»

«Lo smog? Se il problema esiste deve essere valutato ed affrontato razionalmente». I capigruppo di palazzo Carafa ed i rappresentanti delle associazioni cittadine evidenziano la necessità di un approccio risolutivo alla questione dell`inquinamento da polveri sottili, confermato negli ultimi giorni dai ripetuti superamenti della soglia d`allarme di 50 microgrammi per metro cubo fissata dall`attuale normativa. Dal 9 al 13 novembre, infatti, le due centraline di viale Grassi e piazzetta De Santis hanno segnato entrambe valori eccedenti i 50 ug/mc. «Difronte a questi dati – commenta Antonio Carlà, di Forza Italia – non c`è possibilità di scelta, si impongono delle soluzioni, dei provvedimenti che possano risolvere il problema in maniera radicale». Carlà indica al proposito l`opportunità di incentivare l`utilizzo dei parcheggi di interscambio, sia attraverso prezzi più contenuti, sia rafforzando le frequenze di collegamento con il centro della città. «Ma bisogna agire – sottolinea il capogruppo – perché se aspettiamo che siano gli utenti a cambiare mentalità rischiamo di non fare alcun passo avanti. Devono essere create le strutture e poi obbligare gli utenti a servirsene, come del resto accade in altre città italiane, come ad esempio a Perugia». Carlo Benincasa, dei Ds, richiama l`amministrazione comunale a precise responsabilità. «E` molto tempo – dice – che denunciamo l`inattuazione del piano traffico, per il quale sono stati spesi 550 milioni delle vecchie lire. L`amministrazione ha delle responsabilità politiche sulla qualità della vita in città. E` possibile che non esista un ufficio traffico che abbia il controllo quotidiano della situazione? Perché non si è ragionato su un servizio coerente di trasporto pubblico di area vasta, capace di collegare in maniera efficiente Lecce ai comuni di Cavallino, Lequile, San Pietro o Monteroni? Il traffico di attraversamento rappresenta solo il 20 per cento di quello complessivo, ecco perché le tangenziali non possono risolvere il problema del traffico. Fino ad oggi è mancata una seria politica della mobilità ed attualmente non esiste neanche una struttura comunale capace di studiare e governare il fenomeno in modo da limitare i danni da sovraffollamento». Per Paolo Cairo, capogruppo di An, prima di qualsiasi scelta occorre discernere bene le cause e i fenomeni che determinano l`inquinamento, valutando gli orari in cui si verificano i superamenti, se questi siano collegabili o meno a determinate situazioni meteorologiche o anche allo stesso posizionamento delle centraline (quella di piazzetta De Santis, ad esempio, si trova in un “avvallamento“ del centro. «Già l`anno scorso – chiarisce – avevo chiesto che venisse fatto uno studio approfondito, un monitoraggio del fenomeno attraverso cui comprendere i meccanismi legati ai picchi di inquinamento. E questo è necessario per affrontare programmaticamente il problema, evitando soluzioni parziali ed estemporanee». Sulla stessa lunghezza d`onda il presidente di Vivere Lecce, Beppe D`Ercole, il quale premette di essere soddisfatto del ragionamento che l`amministrazione comunale ha cominciato a fare sul problema. «Le problematiche sono complesse – rileva – ed è opportuno verificare con metodo gli orari in cui si verificano i superamenti, controllare se le centraline siano posizionate nella maniera giusta, valutare quali di queste polveri siano prodotte dal traffico e quali provengano invece dalle centrali energetiche o da altre fonti. Tutto ciò in modo da analizzare compiutamente il fenomeno, anche col supporto scientifico dell`Università. I provvedimenti sul traffico vanno adottati di conseguenza». A giudizio di Piero Mongelli, del Codacons, «in tutta la politica di questi anni è mancato l`elemento ambientale, l`obiettivo reale della qualità della vita. Sono urgenti iniziative serie, anche nel breve periodo – aggiunge – per salvaguardare dall`inquinamento le zone più colpite della città, garantendo comunque i servizi di trasporto alternativi. Bisogna rilanciare anche l`uso della bicicletta, ed è assurdo che nella riqualificazione di viale dell`Università non sia stato previsto un percorso ciclabile». La pensa così anche Giampaolo Buscicchio del Comitato centro storico. «Che fine hanno fatto – si domanda – i 14 chilometri di piste ciclabili e la politica del trasporto alternativo?»

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