13 Novembre 2005

A CAUSA DEL CARO-GREGGIO IL 2006 CI COSTA FIN D`ORA 60 EURO

ENERGIA E TRASPORTI SECONDO UNO STUDIO DEL RIE A CAUSA DEL CARO-GREGGIO IL 2006 CI COSTA FIN D`ORA 60 EURO, ININFLUENTI I RIBASSI DEL BARILE DELLE ULTIME SETTIMANE

Può sembrare una provocazione ma questo 2005 di salassi tariffari dovuti al rincaro del petrolio rischia di essere rimpianto come un`annata nella quale, in fondo, le cose non andavano poi tanto male per le bollette degli italiani. Nel primo trimestre del 2006 sono infatti possibili ulteriori batoste sulla luce e sul gas pari a un +3% e +5,5% rispettivamente (come non era successo in alcun trimestre del 2005) con un aggravio medio complessivo di 60 euro per famiglia. La valutazione si deve all`istituto Rie – Ricerche industriali energetiche – che utilizza gli stessi criteri di calcolo dell`Authority regolatrice e prova così ad anticiparne le decisioni. Al preventivo dei rincari tariffari di gennaio bisogna aggiungere come fatto certo l`annuale stangatina sui pedaggi autostradali determinata dai contratti di concessione, sulla base del tasso di inflazione e di altri parametri. Limitatamente agli extra-costi energetici il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti notava ieri che “quest`anno le famiglie italiane hanno subìto aumenti del pieno di benzina per 300 euro, del riscaldamento per 145 euro e dei trasporti e dei sistemi di produzione per oltre 200 euro“. I 60 euro prenotati per il 2006 sono (ovviamente) in più. È bene ricordare che il Rie fa le sue proiezioni sulle decisioni dell`Authority valutando una sola componente del prezzo di elettricità e metano, cioè il costo di approvvigionamento dei combustibili, mentre l`organismo regolatore aggiorna le tariffe ogni tre mesi anche sulla base dei costi di trasmissione, distribuzione e vendita; inoltre, nel caso specifico della luce, con l`avvio della Borsa elettrica è diventato prevalente nella determinazione del prezzo il consuntivo trimestrale dell`Acquirente Unico, cioè dell`ente che compra sul mercato la corrente per conto dei piccoli utenti (le famiglie). Infine il Garante ha un margine di manovra per spalmare su tempi lunghi i rincari più forti (o anche i ribassi, come è già successo) tagliando le punte del grafico dei prezzi. Per tutte queste ragioni capita di frequente che i rincari reali siano inferiori a quelli anticipati dal Rie. Ma detto questo, stavolta è più probabile del consueto che le previsioni di un +3% e +5,5% per luce e gas trovino conferma nelle decisioni effettive dell`Autorità, senza scampo né rinvii, perché “i margini di possibile manovra appaiono limitati“, come spiega il presidente del Rie, Davide Tabarelli, essendo stati tali margini già ampiamente sfruttati nel 2005 soprattutto per calmierare l`elettricità, mentre “sul gas resta aperto il contenzioso sulla delibera dell`Authority riguardo al metodo di aggiornamento delle tariffe da riconoscere ai distributori“. Si tratta di una delibera favorevole ai clienti, impugnata dagli operatori e sospesa dal Tar ma sulla quale il Garante è ricorso al Consiglio di Stato. Insomma le residue speranze di risparmio sono affidate alle carte bollate. Ieri una ulteriore polemica è stata sollevata delle organizzazioni di consumatori Codacons e Adusbef, secondo cui le delibere dell`Autorità per l`energia che negli ultimi mesi hanno aumentato il prezzo della luce e del gas sono “illegali“ per mancanza del numero dei componenti previsto dalla legge; le associazioni hanno presentato un esposto al Tar e alla procura contro il governo “che ancora omette di nominare ben tre componenti su cinque“. Quali benefici ne potranno sortire per le tasche degli utenti si vedrà. Dalla Margherita il responsabile dei consumatori, Andrea Annunziata, denuncia che “il governo non si preoccupa né della riduzione delle accise né del rispetto della doppia aliquota dell`Iva del gas“. In negativo va notato pure che l`Acquirente unico per forza di cose sta comprando già adesso l`energia necessaria per il primo trimestre 2006, quindi non c`è da attendersi un effetto tariffario positivo dai ribassi del barile di petrolio cui abbiamo assistito negli ultimi giorni e tanto meno da quelli possibili e auspicabili nei prossimi mesi.

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