8 Novembre 2005

PARMALAT:BONDI VERSO META, OCCHI SU S.PAOLO E CAPITALIA

PARMALAT:BONDI VERSO META, OCCHI SU S.PAOLO E CAPITALIA/ANSA

CONTATTI IN CORSO, SI LAVORA A QUORUM E ASSENSO BANCHE

(ANSA) – MILANO, 7 NOV – Domani comincia l` era della nuova Parmalat, ma man mano che a Collecchio si prosegue nel conteggio delle azioni – e quindi dei diritti di voto – depositate, dove si è arrivati in serata ad una cifra intorno al 35-40%, ci si rende conto che la giornata potrebbe riservare il successo della lista Bondi ma forse anche qualche problema. Dovuto alla normativa che il concordato ha recepito: le astensioni sono a tutti gli effetti conteggiate come voti contrari. Un problema di non poco conto per la lista Bondi, che per vincere deve incassare quindi il sì palese del 50% più uno dei votanti in una situazione in cui teoricamente anche i mitici boscaioli dell` Alaska potrebbero aver depositato nel silenzio le loro obbligazioni convertendole in azioni. E rappresentare l` ago della bilancia. Insomma, quella che nascerà domani sarà pure una sorta di public company, certo è però che il thrilling non mancherà visto che il pubblico che si schiererà domani a Parma con l` abito delle grandi occasioni non sarà soltanto spettatore. E, soprattutto, non è affatto prevedibile per la gran parte come voterà, peraltro essendo per lo più perfettamente all` oscuro del fatto che l` astensione è di fatto un voto contro l` ex commissario risanatore e la sua lista comprendente anche Vittorio Mincato, Andrea Guerra, Marco De Benedetti. Insomma, il fior fiore dei manager del Belpaese. Quindi, come nelle vigilie più attese, sono in corso esortazioni, pubblicità per far conoscere questo inghippo, conteggi e contatti per capire in anticipo l` umore dei votanti. La superlista è fatta per far dire sì agli indecisi, tanto che le associazioni di fornitori e creditori vari sono passati da uno scetticismo iniziale ad annunciare un convinto sì. Facendo un po` di conti, la superlista può contare nell` 8-9% circa dei fondi anglosassoni (una ventina capitanati da Harbert che ha da solo oltre il 3,7%, Cerberus e York cui altri sono riconducibili) coordinati da Lehman Brothers che hanno convinto a Bondi a tornare in pista. Una percentuale cui secondo fonti finanziarie dovrebbe aggiungersi un altro 5 o 6% riferibile a investitori istituzionali, fornitori ed ex obbligazionisti associati. Totale, una forchetta tra 14 e il 15%, che non arriva di per sé a rappresentare quel 50% più uno di consensi del 40% depositato. Perciò, si guarda sì alle associazioni come Intesaconsumatori critica con Bondi ma che ha il suo bel pacchetto di oltre l` 1,5%, si guarda sì ai cosiddetti `cani sciolti` cui si dà per scontato che alla fine convergeranno. Ma i loro voti sono pochi, potrebbero non bastare a raggiungere la fatidica soglia di quel 18- 21% che ora appare rappresentare il famoso 50% più uno dei votanti. Perciò si guarda alle banche. Quelle straniere cui Collecchio ha chiesto risarcimenti miliardari se presenti non saranno tenere con Bondi, e quindi nel caso pollice verso per Citigroup e JpMorgan. Quindi, non resta che la via delle banche italiane, spiega una fonte. Intesa ha annunciato che non ha mai fatto mancare la sua collaborazione all` ex commissario, e benché anch` essa chiamata in causa legalmente ha fatto sapere che non andrà all` assemblea. Più o meno gli stessi segnali arrivano da Monte Paschi. Segnali positivi, informano da Collecchio, meglio non presenti che astenuti vista la normativa. Poi c` è il San Paolo Imi, che con il suo poco più che 1,5% circa ha reso noto che probabilmente non ci sarà. Mossa in aiuto di Bondi, perché fa abbassare il quorum. Poi, ultima ma prima delle banche azioniste, Capitalia. L` istituto capitolino ha in cassaforte ben il 5,2%. Potrebbe bastare il suo sì per far passare i timori di Bondi che si vedrebbe la lista proiettata verso il 20-21%. Se essere o meno presente appare un dubbio superato: l` assenza di un pacchetto così rilevante poteva addirittura far mancare il quorum, e per questo come mossa attendista – dicono diversi osservatori – Capitalia aveva intanto già scelto di depositare le azioni. Ora il punto è, votare o no la lista Bondi. Due scelte con effetti completamente diversi. Suo potrebbe essere l` ok definitivo, suo altrettanto probabilmente potrebbe essere il pollice verso che lascerebbe l` assemblea senza cda. E l` azienda sicura preda di Opa già pronte in Italia e all` estero. Il punto è che anche in questo caso Bondi ha in atto un` azione legale. Con richieste risarcitorie minori rispetto ad altri, ma che sono sul piatto. Questo, quindi, il nodo da sciogliere nelle prossime ore, gli interesse da comporre: si guarda a Torino e Roma, con l` ex commissario che non può dare l` immagine di una via troppo preferenziale verso alcune delle cause legali in corso, con gli istituti che di fatto hanno in mano in mano quote che possono diventare l` ago della bilancia. Contatti sono in corso febbrili in queste ore. Domani si saprà se la nuova Parmalat nascerà sotto una buona stella.

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