5 Novembre 2005

Le famiglie sopravvivono

Le famiglie sopravvivono

I consumatori attaccano il governo che è “l`unico a non accorgersi della crisi“

ROMA. “L`Istat ci rende purtroppo l`istantanea di un paese meno sicuro, più vecchio e più precario. è l`abito che ci ha confezionato il governo Berlusconi dopo 5 anni“, afferma Rosy Bindi, esponente della Margherita, commentando i dati diffusi dall`Annuario 2004 dell`Istituto di statistica. Davanti alla fotografia di un Paese sempre più povero, la Bindi insiste sulla necessità di “un grande sforzo per ridare fiducia all`Italia, per offrire ai giovani una chance per il futuro e per garantire ai cittadini quei diritti, alla salute, all`istruzione al lavoro e alla previdenza che il governo ha colpito e ridimensionato stravolgendo la fisionomia del Paese e accentuando le differenze tra nord e sud“. Strettamente legata all`insoddisfazione degli italiani, l`incerta situazione economica frutto del lavoro precario. “Aumenta solo il lavoro non stabile – spiega Carla Cantone, segretario confederale della Cgil – e l`occupazione precaria continua ad essere, insieme alla mancata crescita, alla crisi dell`industria, alla diminuzione delle risorse economiche delle famiglie ed alla espansione della fascia di povertà, il problema centrale del nostro paese“. Una politica economica che rilanci il Paese ed una strategia di sviluppo della competitività dovrebbero essere, secondo la Cantone, le linee guida del governo. “Non c`era bisogno dell`Istat per acclarare una situazione drammatica sotto gli occhi di tutti, eccetto che del governo, che continua a prendere in giro, dopo averle impoverite, milioni di famiglie, costrette per la prima volta ad una vita a rate per sopravvivere“, è la reazione secca dell`Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), secondo cui il governo è più interessato alle pressioni delle “lobby dei benzinai che minacciano scioperi“ ed agli interessi di banche ed assicurazioni che all“`impoverimento progressivo del 90% dei cittadini“. E mentre il sottosegretario del Welfare, Maurizio Sacconi, parla di una fotografia dell`Italia “nella quale migliora la dotazione di capitale umano“ per via “dell`incremento dei tassi di natalità e di mortalità (aspettativa di vita), di occupazione, di scolarizzazione e di partecipazione alle attività culturali“, Cristina De Luca, responsabile delle Politiche della solidarietà della Margherita, sottolinea che bisogna restituire al Paese “speranza, fatti concreti e il diritto di arrivare a fine mese senza razionare il cibo e senza che fare un figlio sia considerato un lusso“.

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