“La benzina deve calare ancora“
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fonte:
- La Stampa
“La benzina deve calare ancora“ I consumatori: basta elemosine, tagliate i prezzi del 15%
“Basta con l`elemosina al distributore“. Gli automobilisti-consumatori sono sempre più esasperati dai miniribassi sui prezzi della benzina. Gli ultimi in ordine di tempo li hanno annunciati Erg e Q8, che da oggi porteranno rispettivamente il litro di verde a 1,262 e 1,264 euro e quello di gasolio a 1,182 e 1,178 euro. Riduzioni di pochi centesimi, considerate assolutamente inadeguate dagli utenti che, come fa Intesaconsumatori, chiedono una diminuzione dei prezzi alla colonnina pari ad “almeno un altro 15%“. L`organizzazione che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori aggiunge in una nota di considerare “briciole“ le riduzioni annunciate dalle compagnie petrolifere negli ultimi giorni, rispetto “alle speculazioni sui prezzi avvenute negli ultimi due anni a danno degli automobilisti“. E Intesaconsumatori si chiede ancora polemicamente, che fine abbiano fatto i “benzacartelloni“, ovvero i pannelli informativi che, nella proposta avanzata venti giorni fa dal ministero delle Attività Produttive, avrebbero dovuto essere disseminati su strade ed autostrade per pubblicizzare i prezzi praticati dai vari distributori stimolando la concorrenza. Anzi, le misure in proposito vanno oltre e prevedono maximulte di mille e più euro per i benzinai che non espongono i prezzi dei carburanti: quelli effettivi, non quelli consigliati dalle compagnie petrolifere. D`altra parte sul fronte degli interventi calmieratori governativi non c`è da aspettarsi granchè. Infatti nemmeno una settimana fa il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola, ha ribadito che interventi sulle accise per raffreddare i prezzi dei carburanti, oltre ad avere costi enormi e attualmente insostenibili, non avrebbero un grande impatto positivo sui consumatori. Insomma, di riduzioni fiscali sui prezzi dei carburanti non se ne parla, mentre la situazione potrebbe tornare a peggiorare, visto che ieri a New York le quotazioni del greggio hanno ricominciato a salire e, in apertura di contrattazioni, i futures venivano pagati 60,50 dollari al barile, in rialzo di 75 centesimi rispetto al fixing di mercoledì. Ma dall`Agenzia Internazionale per l`Energia arrivano segnali molto più preoccupanti riguardo al futuro del mercato. “Se l`Arabia saudita non si deciderà a stanziare i miliardi di dollari necessari a raddoppiare le sue capacità produttive di greggio, entro il 2030 il prezzo del petrolio potrebbe crescere del 50%“, avverte il capo economista dell`Iea, Faith Birol, in un`intervista comparsa sulla prima pagina dal Financial Times. Il regno saudita intende investire 14 miliardi di euro per aumentare la sua capacità produttiva dagli attuali 11 a 12,5 milioni di barili al giorno entro il 2009, secondo quanti afferma la Samba Financial Group, banca di Riyad. Ma, secondo l`agenzia dell`energia, per soddisfare la domanda l`Arabia Saudita dovrebbe almeno raddoppiare la produzione entro il 2030. Qui bisognerà vedere quale sarà la volontà politica di Ryad e Birol ha detto al Financial Times di temere che, nel lungo termine, l`indirizzo sia di volersi limitare a produrre solo la metà del greggio necessario.
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