3 Novembre 2005

Marchetti: giusta la linea dura

Marchetti: giusta la linea dura

Ma per Napodano tocca solo alle Asl intervenire

La paura dell?aviaria spacca i consumatori: alcune associazioni plaudono al rigoroso boicottaggio delle carni bianche. Altre, al contrario, dicono che provvedimenti così drastici, vista l?assoluta sicurezza dei nostri prodotti, non hanno alcuna giustificazione. Federconsumatori e Codacons sono per la linea del massimo rigore: «Non si può creare prima allarmismo e poi pretendere di tranquillizzare la gente: ben ha fatto il sindaco di Agropoli a vietare la carne di pollo nelle mense scolastiche». «Condividiamo questa soluzione drastica – dice Enrico Marchetti del Codacons – L?opinione pubblica è stata aggredita nei giorni scorsi dalle informazioni relative all?influenza aviaria, e le indicazioni non sono mai state univoche: anzi, prima il consiglio è stato quello di evitare il consumo di polli, poi si è scoperto che quello nazionale è assolutamente sicuro. Lo stesso è avvenuto ora per le uova. In mancanza di indicazioni univoche riteniamo che sia bene evitare il consumo di pollo, anche se nella consapevolezza che gli allevamenti nazionali sono sicuri. Ce la siamo cercata. In Francia non hanno fatto tutta la caciara che c?è stata in Italia». «La carne di pollo oggi, stando a quanto riferiscono i mass media fa rabbrividire – rincara la dose Ciro Ravveduto della Federconsumatori – ben ha fatto quindi il sindaco di Agropoli in attesa che ci diano maggiori garanzie. Anche io ho chiesto a mia moglie di non comprare pollo e altri volatili, almeno finché i produttori nazionali non riusciranno a garantirci una trasparenza ed una tracciabilità dei loro prodotti al di sopra di ogni sospetto. Trasparenza e tracciabilità che oggi non vediamo affatto. Tanto più nelle nostre zone, dove pullulano i traffici gestiti dalla camorra: i recenti sequestri la dicono lunga su quanto possiamo stare tranquilli». La pensa più o meno allo stesso modo, ma lo dice in maniera più soft, anche Lello Sepe dell?Adoc: «Siamo ben consapevoli che la carne di pollo degli allevamenti nazionali è sicura. Il problema è che viviamo in una zona dove la catena della macellazione, soprattutto nell?agro nocerino-sarnese, registra pericolose infiltrazioni criminali. Chi allora può garantire veramente che il pollo che consumiamo è nazionale e non è stato, ad esempio, importato dalla Cina?». Chi invece non è d?accordo con tanto rigore è Giuseppina Napodano dell?Unione Consumatori: «Il ministero della Salute – dice – ha dato ampie rassicurazioni sulla bontà delle carni e delle uova provenienti da allevamenti nazionali: non ho alcuna ragione per ritenere infondata questa garanzia. Ed in ogni caso sono dell?avviso che simili provvedimenti non competono al sindaco, ma se mai all?Asl competente per territorio». «Credo che il sindaco di Agropoli, per adottare un provvedimento così grave – dice Gaetano Pellegrino dell?Adiconsum – avrà avuto motivazioni serie, magari di cui non siamo a conoscenza. In mancanza di informazioni, quindi, non me la sento di commentare. In via generale dico comunque che provvedimenti così gravi sono sbagliati: abbiamo avuto ampie assicurazioni sulla bontà dei prodotti nostrani, non vedo perché far ricadere questa fase di allarmismo sugli allevatori nazionali».

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