2 Novembre 2005

Inchiesta di Roccaraso, il Tar Lazio nega la sospensiva al Codacons

Il ricorso sulla procedura delle indagini

Inchiesta di Roccaraso, il Tar Lazio nega la sospensiva al Codacons

SULMONA – Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio non ha accettato la richiesta di sospensiva proposta dal Codacons e inerente il ministero degli Interni e lo Sco (Servizio Criminalità Organizzata) della Questura dell?Aquila. Motivo del ricorso del Codacons le procedure seguite nelle indagini su Roccaraso, tutte derivanti dalla costruzione di una palazzina da parte della ?Società Edilmonte?. Un filone d?indagine nell?ambito del quale si verificò il tragico suicidio nel carcere di Sulmona del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, avvenuto a 48 ore dall?arresto e nel giorno in cui doveva essere interrogato.
Queste le motivazioni che sono state alla base del rigetto da parte del Tar che non ha concesso la sospensiva «in quanto il Codacons, ad un primo sommario esame, non pare legittimato a proporre azioni del genere considerato, e lo stesso Rienzi, a fronte del provvedimento impugnato (di tipo eminentemente ?organizzativo?), non sembra poter vantare una situazione giuridicamente tutelabile dinanzi all?Autorità giudiziaria amministrativa, non essendo il suo interesse, preso in considerazione (unitamente a quello pubblico) dalla norma attributiva del potere di cui è stata fatta, nel caso di specie, concreta attuazione».
Secondo i firmatari, invece, il ricorso avrebbe dovuto portare ad una revisione dell?indagine penale. Una tesi giuridica che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio non ha ritenuto accettabile in quanto, così come espresso nella sentenza, non sussistevano nelle competenze specifiche del Codacons presentare ricorsi di questo tenore. Il Codacons, in questa vicenda giudiziaria, è rappresentato dall?avvocato Carlo Rienzi, presidente nazionale dell?Associazione, ed indagato per varie ipotesi di reati nell?ambito della stessa inchiesta.

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