Fognature, il balzello del servizio che non c`è
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fonte:
- Il Gazzettino
La proposta del Comune: Vesta incasserà i soldi della depurazione ma dovrà pulire le fosse biologiche
Mestre
Il canone di depurazione si paga anche se la depurazione non c`è, ma Vesta deve farsi carico della pulizia delle fosse biologiche. È questa la mediazione ipotizzata a Ca` Farsetti per tentare di risolvere il problema delle bollette inviate da Vesta a migliaia di famiglie che abitano in terraferma, utenti chiamati a pagare pur non usufruendo del servizio di fognatura, dal momento che il servizio non c`è.
LE PROTESTE -Massimo Baroni, via Borgo Pezzana, ha ricevuto una bolletta di 277,00 euro. Settantasette per il consumo dell`acqua, il resto, duecento tondi, per il canone di depurazione. Quale depurazione? In via Borgo Pezzana, laterale del Terraglio, non c`è un solo tubo della fognature. E, a quanto pare, fogne da queste parti non ne arriveranno mai: la strada è in una specie di conca, realizzare un impianto fognario costerebbe una cifra. Baroni, deciso a sospendere l`addebito delle bollette in conto corrente e a versare a Vesta l`importo relativo al solo consumo dell`acqua, domanda: perché dovrei pagare un servizio che non ho? Già, perché? La stessa domanda se la stanno ponendo migliaia di famiglie. Gente che abita a Dese. A Campalto. Gente che non ha mai avuto l`allacciamento alle fognature per il semplice motivo che le fognature il Comune non le ha mai fatte. Solo che adesso tutta questa gente, come il signor Baroni, deve pagare: Vesta, spiegando di essere tenuta per legge ad applicare la tariffa, ha già recapitato le bollette con annesso canone di depurazione.
MOBILITAZIONE -A farsi carico delle prime proteste dei cittadini è stato il consigliere comunale di Forza Italia, Saverio Centenaro. Poi è stata la volta dell`azzurro Renato Boraso, presidente del consiglio comunale. E pure Franco Conte, consigliere comunale del Gruppo misto, in qualità di presidente del Codacons si è occupato della vicenda: «Se il servizio di fognatura non viene proposto al cittadino, non può essere il cittadino a surrogare la carenza dell`amministrazione comunale. E il sindaco non può lavarsi le mani: è lui a nominare il presidente e il consiglio di amministrazione di Vesta».
MEDIAZIONE -Il sindaco Massimo Cacciari alla fine si dev`essere convinto: è vero che «per legge» il canone di depurazione va pagato, ma è anche vero che, per legge, il Comune – o Vesta – deve realizzare gli impianti fognari. Tra l`altro, ai cittadini non si chiedono bruscolini: c`è chi ha ricevuto bollette anche di 600 euro. È così che si cerca la mediazione: giusto domani a Venezia è prevista una conferenza stampa sulla tariffa di depurazione in terraferma, presenti il sindaco Massimo Cacciari, l`amministratore delegato di Vesta spa Andrea Razzini, l`assessore comunale all`Ambiente Laura Fincato. Pare, inoltre, che a Ca` Farsetti l`invio delle bollette da parte di Vesta sia stato ritenuto eccessivamente tempestivo: non se ne poteva parlare prima?
I NUMERI -Il problema è: distinguere. Perché tra i 6mila utenti che hanno ricevuto la bolletta di Vesta c`è di tutto. «Ci sono almeno mille, se non duemila cittadini – dice l`amministratore delegato di Vesta, Andrea Razzini – che già una volta sono stati diffidati, dal momento che non vogliono saperne di allacciarsi alla rete fognaria esistente: tutti questi, volenti o nolenti, dovranno allacciarsi e dovranno pagare il canone di depurazione». Poi ci sono circa 3mila utenti che il servizio fognario non ce l`hanno: davanti alla loro casa non passa un solo tubo per la raccolta delle acque nere. A meno che non sversino nel fosso sotto casa, questi cittadini si arrangiano con le fosse biologiche e pagano apposite ditte per la loro pulizia. La proposta del Codacons è di equiparare convenzionalmente la tassa di depurazione al costo dell`espurgo dei pozzi neri. E pare che sarà proprio questa proposta a rappresentare la mediazione.
FOGNATURE IN ARRIVO -Il Comune e Vesta devono realizzare gli impianti fognari dove ancora non ci sono. Il problema è finanziario: «Una volta le fogne ci facevano con i fondi della legge speciale – dice Andrea Razzini – ora si deve costituire un apposito fondo, dove appunto confluiranno i canoni di depurazione, anche quelli dei servizi al momento inesistenti ma previsti». Diverso e tutto da studiare il caso di chi abita in zone non servite e che, per l`esiguità delle abitazioni, non saranno servite mai.
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