Funerali più cari del 15-20%
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fonte:
- Messaggero Veneto
ROMA. Dal 2001 ad oggi, il “caro estinto“ è diventato sempre più caro: e un funerale costa dal 15 a 20% in più. Ad addentrarsi nella giungla dei prezzi di necrologi e servizi di sepoltura è stato il Codacons. Tra bare, corone di fiori e accessori vari, un funerale medio in Italia costa da 3.500 euro fino a punte di 20 mila. I prezzi in genere sono più alti al Sud “dove – spiega il Codacons – la cerimonia è sentita in maniera più forte“. Scegliendo bare extra-lusso, carro funebre trainato da cavalli, organista e, in alcuni casi, assoldando anche dei figuranti che piangano al funerale, è facile infatti totalizzare un conto molto salato, fino a 20 mila euro. Se le tariffe cimiteriali dei comuni sono rimaste sostanzialmente invariate, lo stesso non si può dire per i prezzi applicati dalle agenzie funebri. Per trasporto in carro funebre, documenti per la sepoltura, composizione salma e chiusura e sigillatura del feretro si spendono circa mille euro. La bara, compresi gli accessori, costa in media 900 euro. Per le corone di fiori se vanno 250 euro, un cuscino costa 200 euro, i fiori per il feretro 160 euro. Al sacerdote che celebra il funerale in genere vengono dati sui 100 euro. Anche comunicare la morte dell`estinto ad amici e parenti ha un costo molto elevato. Per le partecipazioni si spendono 90 euro, per i necrologi sui giornali se ne vanno 500 euro, per gli avvisi mortuari si spendono fino a 350. Cambia poi la scelta della sepoltura. La fossa e il loculo sono sempre meno ambiti. Nel ventaglio di “opzioni“ degli italiani in continua ascesa sono le cremazioni: in tre anni sono passate da 30 mila a 49 mila. Il 57,5% sceglie come forma di sepoltura la tumulazione (loculo o tomba), il 33,8% la terra, l`8,7% la cremazione. Cresce dunque l`uso dei forni, domanda in cui la Lombardia è davanti a tutte le regioni: 12.902 cremazioni (29,4% del totale). Seguono Emilia Romagna (12,2), Veneto (10,9), Piemonte (10,3), Lazio (10,2) e Toscana (9,1). Senza impianti Molise, Abruzzo, Basilicata e Calabria mentre in Sicilia e Sardegna le cremazioni non sono più di 150 l`anno. Tra le città Milano è in vetta, davanti a Roma che in un decennio è balzata da 300 a 5.000 cremazioni. E se gli oltre 15 mila cimiteri italiani ormai traboccano, l`urna da portare a casa diventa la nuova soluzione alternativa. “E` vero, aumenta la possibilità di affidamento di urna cineraria a domicilio – spiega il responsabile Sefit Daniele Fogli – Ciò avviene soprattutto al centro-nord, grazie a provvedimenti regionali. Attraverso modifiche di regolamento cresce il numero di Comuni che consentono l`affidamento familiare dell`urna. Roma, Firenze, Trapani e Perugia sono battistrada“.
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