«Interessi di parte bloccano la lotta allo smog»
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fonte:
- Corriere della Sera
Oltre 15 mila i furgoni ultrainquinanti. Il Comune: da commercianti e artigiani no al bollino ecologico
La battaglia antismog ciascuno la fa a suo modo anche tra gli ambientalisti. Con il Pm10 ancora al doppio (e più) dei limiti ammessi dall?Unione Europea (129 microgrammi al metro cubo in via Juvara e 115 in via Verziere), ieri è stata una nuova giornata di mobilitazione antiveleni: i Verdi con il leader Carlo Monguzzi chiedono l?introduzione immediata delle targhe alterne (da abbinare allo stop dei mezzi più inquinanti), Legambiente con il suo vicepresidente Ennio Rota lancia un appello antidiesel (considerato più utile di un?alternanza immediata tra le targhe pari e le dispari). Dopo che anche il prefetto di Milano, Bruno Ferrante, ha ammesso sul Corriere della Sera di essere preoccupato dai valori di Pm10, si apre il confronto sui provvedimenti da adottare. Tutti d?accordo sulla necessità di ridurre il traffico, ognuno spiega le sue misure abbassa-polveri . È un dibattito svolto anche in vista dell?incontro di giovedì in Prefettura tra il Codacons e il massimo rappresentante del governo a Milano. Legambiente e Verdi mettono sotto accusa i diesel: in città girano 15.600 furgoni pre-euro (immatricolati prima del ?93) e 78mila auto euro 3 (che in base ai dati in possesso del Comune inquinano 37 volte in più delle auto a benzina euro 3). Di qui l?appello di Rota: «È necessario vietarne la circolazione o, perlomeno, fare capire ai cittadini quanto inquinano». D?accordo Monguzzi che auspica, però, subito anche il via alle targhe alterne: «Sono un palliativo perché le polveri vengono ridotte solo del 20%, ma bisogna chiudere i rubinetti dello smog».
Preoccupato per i troppi veicoli diesel in circolazione anche Bruno Villavecchia, direttore Ambiente dell?Agenzia per la Mobilità: «Gli effetti della lotta alle caldaie a gasolio sono ridotti dal boom dei diesel: così gli inquinanti escono dalla porta e rientrano dalla finestra». A maggio Palazzo Marino aveva contattato otto associazioni di commercianti e artigiani per introdurre etichette ecologiche sui furgoni, con lo scopo di limitare la circolazione dei più inquinanti: «Ma due associazioni su otto hanno imposto un no tassativo – confessa Villavecchia -. Purtroppo le iniziative antismog spesso sono bloccate da logiche di mercato e interessi di parte».
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