28 Ottobre 2005

Psicosi-aviaria, crolla la vendita dei polli

Le macellerie cittadine rischiano di essere messe in ginocchio. “Il nostro prodotto è sottoposto a rigidi controlli“ Psicosi-aviaria, crolla la vendita dei polli. Trovato morto un piccione. I veterinari: “L`allarmismo è ingiustificato“ Un volatile morto ritrovato in pieno centro, ai piedi del monumento al senatore Oronzo Quarta, mette in allarme contro il virus dell`influenza aviaria. L`apprensione per la scoperta di un piccione a pancia in su, probabilmente appartenuto alla numerosa colonia che sosta nella zona, rivela l`alto tasso di preoccupazione nei confronti di questi animali, peraltro espressa nei giorni scorsi dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, il quale ne sosteneva l`allontanamento dalle città, essendo questi pennuti a stretto contatto con i gabbiani, com`è noto a rischio aviaria. Una preoccupazione eccessiva che ha portato ad una drastica riduzione della vendita di polli, espressamente segnalata dalle macellerie cittadine e dal centro di distribuzione Aia presso la zona industriale. Ma andiamo con ordine. Nella mattina di ieri presso la sede del Comune giunge la segnalazione di un piccione stecchito in via Garibaldi. Dal centralino la segnalazione viene smistata al comando di Polizia municipale e da questi al Servizio veterinario della Usl Le/1. Poco dopo, sul posto giunge il dirigente veterinario, Giovanni Madaro il quale, dopo aver constato la morte del volatile ha assicurato che i colombi, in particolare, sarebbero refrattari al virus dell`aviaria. O perlomeno difficilmente contagiabili. “Se qualche colombo muore come in questo caso – ha spiegato Madaro – si deve solo a casi di intossicazione o avvelenamento. Ritengo – ha aggiunto – che riguardo al consumo di pollame e di uova si stia facendo un allarmismo spropositato e per certi aspetti inutile. La nostra nazione è oltremodo al riparo dalla immaginata pandemia da influenza aviaria“. Insomma, la popolazione sarebbe in preda ad una suggestione che sta mettendo in ginocchio pollerie e macellerie cittadine dove il calo della vendita di pollo è attestato intorno al 50 per cento. A tenere il polso della situazione cittadina è Nicola Portoghese, responsabile per Puglia e Basilicata dell`azienda Aia, tra le maggiori distributrici di carni bianche. “La distribuzione del prodotto crudo fresco, il pollo in particolare – afferma Portoghese – si è ridotta esattamente della metà rispetto a un mese fa. Nessun problema, invece, per il prodotto confezionato“. I medici del Servizio veterinario dell`Ausl Le/1 ribadiscono che si tratta di un allarmismo inutile in quanto in Italia il prodotto è buono ed è sottoposto a rigidi controlli. Tra l`altro l`Italia da sola produce il 106 per cento dei polli, più del fabbisogno nazionale. Da qualche giorno poi, oltre al controllo a tappeto sulle carni avicole, si è aggiunta l`etichettatura obbligatoria stabilita dal ministero della Salute in cui è riportata la sigla IT (Italia) e un codice da cui si evince la provincia in cui è stato allevato il prodotto, nonché il numero dello stabilimento dove è avvenuta la macellazione e la data.

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