28 Ottobre 2005

Auto, mille euro in più di costi fissi

A picco i consumi di benzina nei week end. In provincia prezzi più alti della media Diventano proibitivi i costi per mantenere e servirsi dell`automobile, dopo i vari rincari dei carburanti e, in generale, a causa della perdita del potere d`acquisto delle famiglie. E di conseguenza, sottolinea Valter Santarossa, presidende del comparto benzinai dell`Ascom provinciale, nonostante gli sconti sul carburante, di cui gode al nostra regione, stiamo assistendo alla progressiva riduzione dei consumi, che tocca anche il -20 per cento durante l`ultima settimana del mese, quando gli stipendi sono agli sgoccioli“. Inoltre, cosa degna di nota, che indica un cambiamento delle abitudini delle famiglie naoniane, “il lunedì non è più, come lo era un tempo, un giorno di grande lavoro per i benzinai – rivela Santarossa – a riprova del fatto che le gente preferisce non spostarsi nel weekend, neppure nelle domeniche di bel tempo“. Tornando ai costi per manternere un`auto, dalla ricerca effettuata dall`Intesa dei consumatori, i cui risultati sono stati resi noti in questi giorni, emerge che nell`arco degli ultimi due anni, mediamente, il diesel è cresciuto del 22,3\% e la benzina verde del 13,9; l`Rc Auto ha segnato il + 2,9 \%; le tariffe autostradali il + 2,7\%; la consistenza delle multe è praticamente raddoppiatta; i parcheggi hanno avuto un aumento di quasi il 20\%. Paragonando i dati, nel 2003 il possesso di un`auto (sommando le spese fisse e i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria), aveva un costo medio di circa 4.200 euro l`anno, nel 2005 tale spesa supererà i 5.200 euro, con un rincaro di ben 1.000 euro: ovvero avrà un gravame mensile di 440 euro. Non stupisce dunque il fatto che da gennaio a settembre, rispetto allo stesso periodo del 2004, i consumi dei carburanti abbiano registrato il – 7. “In particolare – ha spiegato l`udinese Giorgio Moretti, responsabile del Centro studi Figisc, Federazione italiana gestori di impianti stradali per camburanti – la benzina ha subito un decremento del 7,6\% mentre il gasolio, considerato un carburante che consente il risparmio, ha a vuto un incremento del 2\%“. In regione, grazie allo sconto praticato sui carburanti, il calo dei consumi è stato più ridotto, rispetto a quello registrato a livello nazionale, segnando un – 3,8\%. Ma a detta dell`osservatorio della Federconsumatori provinciale, “l`impressione è che comunque i nostri prezzi al tabellone – sottolinea Antonio Danesin – siano più cari rispetto a quelli del Veneto e di altre regioni“.Scaricando dal sito regionale i prezzi della benzina in provincia di Pordenone (quelli del 13 ottobre), emerge che i prezzi massimi (al self service) oscillano da un minimo di 1,316 (prezzo applicato in un solo distributore cittadino) a un massimo di 1,360 al litro. E quelli minimi da 1,316 a 1,333. Mentre dall`osservatorio della Figsc (che controlla 22.800 punti vendita, di cui 580 in regione e 110 in provincia), relativi al periodo compreso tra il 17 e il 21 ottobre, emerge che in media un litro di benzina costa 1,311 e il gasolio 1,216 (prezzo consigliato dal ministero). Inoltre, sempre attingendo i dati dall`osservatorio Figisc, nella tabella che confronta i prezzi medi della benzina in tutta l`Europa, risulta che ad agosto il costo medio della benzina in Italia era di 1,277. “È vero che in Italia ci sono prezzi diversi a seconda della provincia – conferma Moretti – e ciò dipende dalla distanza dalle raffinerie. Le compagnie stabiliscono i prezzi a seconda della località dove scaricano, sicchè, per esempio, nelle isole, dove ci sono maggiori costi di trasporto, la benzina è più cara che altrove“.

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